La Madonna della Misericordia di Antonio da Fabriano in mostra a Milano

Antonio da Fabriano, Madonna della Misericordia rectoIl dipinto Madonna della Misericordia del maestro marchigiano Antonio da Fabriano, un olio e tempera su tavola, di proprietà dell’Istituto Toniolo di Studi Superiori (Ente Fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), è esposto fino al 20 novembre 2016, per tutta la durata del Giubileo straordinario della Misericordia, al Museo Diocesano di Milano.

Il dipinto, realizzato intorno al 1470, è stato recentemente oggetto di un accurato intervento condotto dallo Studio di restauro Carlotta Beccaria & C.

«Il Museo Diocesano – afferma il direttore Paolo Biscottini – desidera offrire nel corso del Giubileo la possibilità di meditare sul significato e sull’intenzione stessa di Papa Francesco. Lo fa con una meravigliosa tavola del XV secolo, generosamente concessa dall’Istituto Toniolo, che ci consente di recuperare il senso iconografico della Madonna della Misericordia. L’immagine ci invita a riunirci sotto il grande manto di Maria, ad entrare nel suo spazio sacro. Lì può iniziare una nuova storia per ciascuno di noi ed anche per il Museo, che si pone idealmente in questo luogo».

L’opera rientra perfettamente in una tipologia di stendardi processionali dipinti su entrambi i lati, che risulta ampiamente diffusa nel Quattrocento marchigiano. Sul recto appare la Madonna della Misericordia che raccoglie sotto il suo manto uno stuolo di fedeli, rappresentativi della comunità fruitrice della tavola. Alla sua destra si stagliano in primo piano, emergendo dai numerosi copricapi colorati, un vescovo, che occhieggia da dietro il fusto della Vergine, un cardinale e un papa, cui fa seguito un signore di mezz’età e due membri di una confraternita, vestiti di bianco e incappucciati. Al laico fa specchio, sull’altro lato, una donna più giovane, verosimilmente la moglie, che si stacca dal gruppo delle altre devote e indossa un bell’abito rosso con le maniche aperte e pendenti, coerente con le tendenze della moda dopo la metà del Quattrocento.
Ai lati della Vergine si trovano San Sebastiano, trafitto da quattordici frecce, e un santo vescovo, non identificato da attributi specifici.
Del verso, fino a tempi recenti, si conosceva solo l’immagine di San Bernardino da Siena – a destra di chi guarda – e un frammento della figura di San Giovanni Battista, mentre la metà sinistra del dipinto era stata coperta per occultare le perdite della pittura originale.

In entrambe le facce del dipinto le figure campeggiano al di qua di un fondo blu, alternativo all’oro e forse scelto per ragioni di economia; caso unico in Antonio da Fabriano, ma visibile in almeno un altro stendardo francescano della zona di Fabriano. Solo sul recto è agganciato ai bordi del fondale grazie a quattro anelli un tessuto decorato, assimilabile al drappo d’onore che nelle figurazioni della Vergine seduta riveste il trono.

Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo, edito da Scalpendi Editore, a cura di Paolo Biscottini.