La Nuova Xilografia di Gianfranco Schialvino e Gianni Verna

Gianfranco Schialvino, Cascina al Pasquaro (2011), Xilografia su legno di filo, mm 300 × 400
Gianfranco Schialvino, Cascina al Pasquaro (2011), Xilografia su legno di filo, mm 300 × 400

È allestita nella Sala del Tesoro della Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco di Milano la mostra “La Nuova Xilografia di Gianfranco Schialvino & Gianni Verna e la rivista Smens”, aperta al pubblico dal 27 febbraio al 10 aprile 2016.

Organizzata dalla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” in collaborazione con la Biblioteca  Trivulziana, l’esposizione intende  raccontare, attraverso i testi e le opere originali, i temi che hanno accompagnato, nei trent’anni di attività di Nuova Xilografia, il lavoro artistico di Gianfranco Schialvino e Gianni Verna.
Anni di esposizioni, corsi di incisione e la fondazione nel 1997 della rivista Smens trovano in questa mostra il luogo ideale e privilegiato per dimostrare che la più antica forma di stampa, quella con matrici intagliate su legno, è ancora attuale nella sua forza espressiva.

In mostra 16 grandi xilografie che, a fine esposizione, verranno donate dagli autori alla Civica Raccolta delle StampeAchille Bertarelli, dove andranno ad incrementare il cospicuo e variegato patrimonio iconografico dell’Istituto.

Le incisioni coprono un arco di tempo che va dal 1991 al 2011 e rinviano ai temi illustrati nei pannelli di sala, nei quali le immagini di altre opere affini per soggetto si accompagnano ad ampi stralci di recensioni e testi di cataloghi pubblicati in occasione di precedenti mostre.

«Per  certi  versi  si  può  dire  che  i  due  protagonisti  di  questa  avventura  lavorino  in  parallelo,  quasi  in simbiosi,  pur  essendo  per  vari  aspetti  diversi  fra  loro – dichiara il  prof.  Paolo  Bellini, docente  per  oltre  trent’anni  di  Storia  dell’Incisione all’Università Cattolica di Milano -. Ciò  che  però  li  ha  accomunati  e  ancora  li  tiene tenacemente insieme è la passione per la xilografia e uno  sforzo  comune  per  mostrare  quanto  attuale possa  essere  ancora  oggi  questa  tecnica,  per  la quale – non  si  sa  perché – ciclicamente si parla  di ‘rinascita’, sebbene non sia mai morta».