Al MIC di Faenza il racconto degli stili di vita europei attraverso la ceramica

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Elementi di un servizio da cena, porcellana, Fischer &Mieg, Pirkenhammer (Brezova) Bohemia, Decorazione della bottega di Ernst Wahliss, Vienna

Elementi di un servizio da cena, porcellana, Fischer &Mieg, Pirkenhammer (Brezova) Bohemia, Decorazione della bottega di Ernst Wahliss, Vienna

Arriva al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza la mostra itinerante “Stili di vita europei attraverso la ceramica. Dal Barocco fino ai nostri giorni”.
Frutto della collaborazione tra i principali musei europei dedicati alla ceramica, l’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico dal 23 aprile all’11 settembre 2016, analizza la ceramica da un punto di vista socio antropologico per capire come le forme della ceramica siano cambiate insieme agli usi e costumi della società e viceversa, come alcune forme abbiano rivoluzionato modi di vivere che ora ci sembrano normali.

Curata dal MIC, all’interno del più ampio progetto europeo Ceramics ad its dimension che coinvolge 11 paesi europei, la mostra presenta 200 oggetti provenienti dai vari musei coinvolti: Museo di Arti Applicate di  Belgrado; Museo “Porzellanikon”, Selb;  Museo Nazionale della ceramica “González Martí” di Valencia; MIC Faenza; “Potteries Museum & Art Gallery” di Stoke on Trent; Museo di Arti Applicate e Design di Tallin; Museo di Arti Applicate di Riga; Museo di Arti decorative di Praga; Museo Nazionale di Ljubljana.

«Per ogni secolo sono stati scelti – scrive Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza e curatrice, insieme a Valentina Mazzotti, della mostra – pezzi rappresentativi ad illustrare una storia non solo ceramica ma ricca anche di spunti socio-antropologici. ‘Leggere’ l’evoluzione dei manufatti in termini di forme, decorazioni , funzionalità significa comprendere il progresso, il miglioramento, la crescita di una Nazione».

La mostra inizia con il periodo Barocco e da Faenza che, nel Seicento diventò il punto di riferimento per la ceramica in tutta Europa tanto che, con i suoi Bianchi, fece stile fino a fare diventare Faïence sinonimo di maiolica.
Poi ancora la ceramica diventa un racconto delle abitudini alimentari. In mostra i servizi legati alla diffusione in Europa di bevande “esotiche” come il caffè e la cioccolata che diventarono di gran moda e status symbol di raffinatezza delle classi più ricche nel Settecento.
Dal secondo dopoguerra è strumento di sviluppo sociale quando in tutta Europa si diffonde a livello popolare l’uso della piastrella industriale nei bagni e nelle cucine rendendoli più igienici. E diventa materiale di studio per lo sviluppo umano e scientifico nella ricerca biomedica, aereo spaziale ed elettromeccanica.

E ancora la mostra racconta l’evoluzione del gusto e il susseguirsi degli stili legati alla storia dell’arte. Dall’ottocentesco gusto per i “revival storici” e i decori neo-rococò, rinascimentali e orientaleggianti, soprattutto giapponesi, fino al Novecento quando si diffondono l’Art Nouveau, il Déco e quando nasce il design insieme alle grandi manifatture: Gio Ponti per Richard Ginori in Italia, Rosenthal in Germania. Fino a quando, in pieno XX secolo, si diffonde l’idea che la ceramica possa essere elevata a mezzo espressivo scultoreo.

Il percorso è contestualizzato da arredi, dipinti, tessuti che mostrano le ceramiche nei loro ambienti ed è corredato da ampi pannelli fotografici che raffigurano, attraverso frammenti di scene di vita tratte da quadri e fotografie, l’utilizzo degli oggetti in ceramica nella vita quotidiana.

L’esposizione dopo il MIC riprenderà il suo viaggio alla volta del Potteries Museum & Art Gallery di Stoke on Trent in Inghilterra e infine all’Estonian Museum of Applied Art and Design di Tallin in Estonia.

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