La natura di Marzio Tamer in mostra a Trento

Marzio Tamer, E. Elefante, 2012 Olio su tela 178 x 220 cmIl MUSE Museo delle Scienze di Trento ospita, dal 16 aprile al 25 settembre 2016, la monografica di Marzio Tamer dal titolo “Nature, the art of Marzio Tamer”.
L’esposizione, curata da Stefano Zuffi e Lorenza Salamon, racconta attraverso 40 opere suddivise per temi – animali, paesaggi, sassi e nature morte – il percorso compiuto in questi anni dall’artista che, opera dopo opera, “ha dato vita a un vasto e coerente progetto” .

Tamer, che si forma come autodidatta, abbandona presto la pittura acrilica per dedicarsi alla tempera all’uovo.
Le opere della fine degli anni ’90, così come quelle più recenti – dal Culbianco del 1998 a Kamaleo del 2005, da Naturalia del 2008 a Vento d’Ostro del 2012 -, mostrano questo processo.
I soggetti animati o inanimati di Tamer sono in realtà collocati in un universo tutto loro, senza riferimenti topografici o temporali. I suoi sono luoghi dove il tempo fisico si è fermato, per lasciare spazio all’emozione, ai sensi dell’osservatore.
Anche nell’acquarello, con il quale si confronta a partire dal 2001, e soprattutto nella tecnica dry brush, che prevede l’uso di un pennello fine, carico di colore e quasi privo d’acqua, Tamer mostra un’attitudine sorprendente. Rio stagno (2010) con cui partecipa alla 54 Biennale d’Arte di Venezia, Aegylon e la Grande nube del 2013 così come White Rhino del 2014 testimoniano diverse visioni di una natura che non è semplicemente fissata sulla tela con indubbio virtuosismo ma sa provocare “sollecitazioni sensoriali”.

«Con la sua pittura pacata, attenta, sensibile – afferma Stefano Zuffi – Tamer mette lo spettatore al centro di un mondo naturale sincero e forte, osservato con totale rispetto. Un filo d’erba, un elefante, un sasso, un ramo scortecciato dal mare appartengono tutti a un sistema di cui anche l’uomo fa parte».
Un uomo che non appare mai nei lavori di Marzio Tamer, neanche nelle ultime tele ad olio come quelle monumentali Lupa (cm 163 x 220) ed Elefante (cm 178 x 220) o nel più piccolo Martin pescatore, ma che diviene e si sente assolutamente protagonista dell’opera quando si confronta con essa.

La mostra è promossa da MUSE – Museo delle Scienze di Trento e da Salamon&C Art Gallery.