Doppio ritratto – Antonio e Xavier Bueno in mostra a Firenze

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Xavier Bueno, Il Manichino, 1948, olio su tavola telata, cm 63×95, Firenze, collezione eredi Antonio Bueno

Xavier Bueno, Il Manichino, 1948, olio su tavola telata, cm 63×95, Firenze, collezione eredi Antonio Bueno

Villa Bardini di Firenze ospita, dal 21 maggio al 18 settembre 2016, la mostra “Doppio ritratto – Antonio e Xavier Bueno. Contrappunti alla realtà tra avanguardia e figurazione“, a cura curata da Stefano Sbarbaro.

In esposizione oltre 130 opere tra le più significative della produzione dei due pittori di origine spagnola. Il nucleo più consistente è rappresentato da quelle concesse dagli eredi a cui si sommano i prestiti provenienti da importanti realtà museali, da prestigiose fondazioni e da collezionisti privati con diversi inediti.

I fratelli Bueno, Xavier (1915-1979) e Antonio (1918-1984), giunsero in Italia nei difficili anni della guerra dopo un’infanzia trascorsa tra Berlino, Ginevra e Parigi al seguito del padre giornalista, e arrivarono a Firenze nel 1940, motivati dallo studio della straordinaria eredità artistica rinascimentale della città. Ma quello che avrebbe dovuto essere un soggiorno breve e temporaneo si trasformò, per entrambi, in un’esperienza di vita definitiva e totalizzante perché nel capoluogo toscano trascorsero il resto della loro vita.

La mostra documenta la vicenda creativa e umana di due complesse personalità votate alla più autentica pratica pittorica che, con originalità, ebbero modo di avvicinarsi al vivace ambiente culturale fiorentino a partire dagli anni Quaranta, guadagnandosi un ruolo da protagonisti nel panorama artistico italiano del secondo Novecento.
Sullo sfondo dei profondi cambiamenti culturali negli anni del dopoguerra, segnati dall’antinomia avanguardia e figurazione, l’indagine approfondisce la simbiosi esistenziale tra i due fratelli mettendone in luce, da una parte, i punti di tangenza nel delicato meccanismo dei reciproci condizionamenti e scambi di influenze, specie negli anni della formazione e, dall’altra, le fasi del distacco e dell’affrancamento individuale che portarono alle rispettive maturità stilistiche.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Polistampa, è promossa dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con l’Associazione Culturale Bueno.

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