Chailly sul podio della Scala dirige Shumann, solista Radu Lupu

Riccardo Chailly © Teatro alla Scala
Riccardo Chailly © Teatro alla Scala

Il Maestro Riccardo Chailly  l’ 8, 9 e 11 giugno 2016 porta alla Scala la sua passione per Robert Schumann, cui dedica un programma monografico che propone per la prima volta al Piermarini le orchestrazioni di Gustav Mahler e che segna il ritorno di Radu Lupu nel Concerto in la minore, uno dei suoi cavalli di battaglia.
Riccardo Chailly ha un forte legame con entrambi i compositori: Schumann è necessariamente un autore di riferimento per chi è stato per tanti anni Gewandhauskapellmeister a Lipsia: non solo il compositore fu chiamato da Mendelssohn a insegnare al Conservatorio, ma il suo lascito sinfonico è parte integrante della tradizione dell’orchestra. Anche Gustav Mahler ha un forte legame con Lipsia, dove diresse l’Opera dal 1886.

Il programma prevede l’Ouverture op.15 dalla musica di scena per il Manfred di Byron, il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 e la Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61.

I tre concerti schumanniani per la Stagione del Teatro inaugurano un periodo denso di appuntamenti sinfonici per Riccardo Chailly che, concluso dopo undici anni l’impegno con il Gewandhaus di Lipsia, moltiplica gli appuntamenti con i musicisti scaligeri a Milano e in Europa. Il 12 giugno torna il Concerto per Milano, il grande appuntamento in piazza Duomo con la Filarmonica e Martha Argerich, mentre il 12 agosto Chailly si insedierà come successore di Abbado a Lucerna con la monumentale Sinfonia n.8 di Gustav Mahler, l’unica mancante nel progetto d’integrale mahleriana del suo predecessore. Un’impresa che coinvolgerà anche elementi dell’orchestra milanese. E da fine agosto inizia la tournée internazionale con la Filarmonica, che con Chailly ritorna in piazze importanti tra cui spiccano il Festival di Salisburgo, dove l’orchestra è stata solo una volta nel 1999 con Riccardo Muti, il Musikverein di Vienna da cui manca dal 2008 e il debutto alla Philharmonie di Parigi con Martha Argerich.