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Guttuso. La forza delle cose – Mostra a Palermo

Renato Guttuso, Grande natura morta, 1962, Olio su tela, cm 162x195, Firenze, courtesy Galleria Mentana © Renato Guttuso by SIAE 2016
Renato Guttuso, Grande natura morta, 1962, Olio su tela, cm 162×195, Firenze, courtesy Galleria Mentana © Renato Guttuso by SIAE 2016

Gli spazi di Villa Zito, a Palermo, ospitano fino al 26 marzo 2017 la mostra “ Guttuso. La forza delle cose ”, a cura di Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti.
L’esposizione è realizzata in occasione dei venticinque anni della Fondazione Sicilia e nasce dalla collaborazione tra i Musei Civici di Pavia con gli Archivi Guttuso, da cui la realizzazione della prima tappa della mostra ospitata, da settembre a dicembre 2016, presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia.

In esposizione 47 nature morte, genere che Renato Guttuso ha praticato nell’intero arco della sua attività e che costituiscono, dalla fine degli anni Trenta, una componente essenziale della sua produzione.
L’artista indaga ossessivamente una serie di oggetti che si animano nelle tele e che diventano i protagonisti indiscussi delle opere grazie alla straordinaria forza espressiva e alla potenza cromatica. Scrive egli stesso in un articolo del 1933: “Se la pittura non penetra l’oggetto e non ne svela le vibrazioni, se non arriva partendo dall’oggetto e dall’osservazione sentimentale di esso alla creazione di un equivalente plastico dell’oggetto non si perviene alla poesia, ma si precipita nella fotografia”.

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Le opere esposte, provenienti da prestigiose sedi espositive (tra le quali il MART di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin) e da alcune importanti collezioni private, offrono al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano, studiando la forza delle cose rappresentata nelle opere.

La mostra presenta opere degli anni Trenta e degli anni Quaranta, che documentano l’impegno dell’artista a testimoniare la drammatica condizione esistenziale, imposta dalla dittatura e dalla tragedia della guerra. Nel dopoguerra, con Finestra (1947) o Bottiglia e barattolo (1948), il crescente interesse verso la sintesi post-cubista picassiana rivela il profondo impegno dell’artista nel recupero della cultura artistica europea per arrivare, negli anni Sessanta, a una nuova fase che rivela una dimensione più meditativa, derivante anche dalla elaborazione, nei suoi scritti, dei temi del realismo e dell’informale, visibile ne Il Cestello (1959), La Ciotola (1960) e Natura morta con fornello elettrico (1961).
L’esposizione si conclude con una selezione di dipinti della fine degli anni Settanta-inizio anni Ottanta, periodo in cui la continua ricerca del reale di Guttuso si accentua per dare vita a celebri dipinti come Cimitero di macchine (1978), Teschio e cravatte, Bucranio, mandibola e pescecane (1984) che diventano metafore e allegorie del reale.

Il percorso della mostra è arricchito da fotografie, concesse dagli Archivi Guttuso, e da frammenti video, messi a disposizione da Rai Teche, che raccontano la vita, intima e pubblica, dell’artista mostrando anche i luoghi del suo lavoro e delle sue relazioni con importanti scrittori come Moravia, Vittorini, Saba e Levi, scultori come Manzù e Moore, poeti come Pasolini e Neruda, registi come De Sica e Visconti, musicisti come Nono e artisti come Picasso; rapporti che influenzeranno i suoi lavori e ispireranno non solo dipinti, ma anche illustrazioni per libri, scenografie teatrali, collaborazioni cinematografiche, sodalizi letterari e politici.

«Non poteva esserci un modo migliore per ricordare i nostri 25 anni di attività – ha affermato il Presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore – se non rendere omaggio con un progetto culturale ambizioso a un artista tra i più amati dei nostri tempi e della nostra terra di cui la nostra collezione conserva importanti opere».

L’esposizione, accompagnata da un catalogo edito da Skira, è promossa dalla Fondazione Sicilia, con Sicily Art & Culture e in collaborazione con gli Archivi Guttuso e il Comune di Pavia – Assessorato alla Cultura e Turismo, ed è organizzata da Civita e da ViDi.
La mostra si avvale, inoltre, del patrocinio della Regione Sicilia, dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’Assessorato alla cultura della Città di Palermo.

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