Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec a Palazzo Reale di Milano

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Henri de Toulouse-Lautrec, Emile Bernard, 1885, olio su tela, National Gallery, London (in deposito dalla Tate Gallery)

Henri de Toulouse-Lautrec, Emile Bernard, 1885, olio su tela, National Gallery, London (in deposito dalla Tate Gallery)

Celebra Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) la mostra monografica che, dal 17 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018, è aperta al pubblico a Palazzo Reale di Milano.

In esposizione oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi, da importanti musei e collezioni internazionali e da diverse collezioni private.
È possibile ammirare anche la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati da Toulouse-Lautrec, accompagnati da studi e bozzetti preparatori.

Toulouse-Lautrec conobbe fin dalla gioventù l’arte e la cultura giapponese. Il percorso ospita dunque anche alcune rare e preziose stampe di maestri giapponesi, certamente note all’artista.

La mostra prende avvio con la sezione che analizza il rapporto intercorso tra l’artista francese e la fotografia, una delle tante novità che – al pari della bicicletta, del manifesto pubblicitario, del telefono – trasformeranno per sempre il quotidiano, portando nella vita parigina negli anni 1880 un’aria di inebriante modernità.
Per quanto riguarda Henri, più che fotografare amava farsi ritrarre. Non è un caso che, nel corso della sua vita, realizzò un unico autoritratto, il “Ritratto di Lautrec allo specchio” del 1880, qui esposto.

La rassegna ripercorre quindi il suo periodo di formazione; in questa fase, sono i ritratti di cani e cavalli a essere al centro della sua figurazione; questi ultimi, in particolare, ritorneranno in forme sempre diverse durante tutta la sua carriera, dai calessi e dalle scene di caccia fino agli straordinari e celeberrimi ritratti dei cavalli da corsa e dei loro fantini.

Ed è proprio il ritratto una delle cifre più caratteristiche della sua ricerca pittorica. A partire da quelli delle donne che, nel contrasto fra i colori di fondo e la parete, nella costruzione del nudo o, ancora, nell’evidenziazione sensuale delle calze nere in una ragazza giovane e pudica – come nell’”Étude de nu. Femme assise sur un divan”, del 1882 – rivelano già l’immagine della donna di cui Toulouse-Lautrec sarà l’artefice. E poi quelli degli amici pittori e scrittori che rivelano la sua straordinaria capacità di introspezione.

Il quartiere di Montmartre ha rappresentato un altro importante capitolo della vicenda artistica di Toulouse-Lautrec. Il sobborgo parigino – ricco di cabaret, trattorie, caffè concerto, sale da ballo e piccoli esercizi che mescolavano una folla eterogenea e variopinta di poeti, scrittori, attori e artisti – si faceva portavoce di una carica trasgressiva che si basava sulla osmosi tra il bel mondo e gli esponenti del cosiddetto demi-monde, tra artisti e gente del popolo.

La novità introdotta da Toulouse-Lautrec nel mondo contemporaneo fu il modo di raffigurare gli artisti e le ballerine attraverso un’affiche. Egli fu il primo a percepire la necessità di inventare un nuovo ‘stile’ per quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è il manifesto.

Il rapporto con le “ragazze” delle case chiuse costituì uno dei temi della vita di Toulouse-Lautrec e una fonte di ispirazione decisiva al pari di quello con le cantanti, attrici e ballerine dei café-concert. In mostra s’incontra la serie “Elles”, dedicata alla descrizione della vita nelle case chiuse, che s’impone come uno dei capolavori di Toulouse-Lautrec e di tutta l’arte di fine Ottocento.

Chiude idealmente il percorso espositivo la sezione dedicata alle affiche. La modernità di Toulouse-Lautrec non si esprime soltanto nella forma e nei colori utilizzati, ma anche nei contenuti che rivelano una costante attenzione alla vita moderna in tutti i suoi aspetti, dal romanzo best-seller alla moda del ciclismo, divenuto fenomeno di élite, alla raffigurazione di un automobilista alla guida di una delle prime vetture.

La mostra, a cura di Danièle Devynck e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, e con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.
Accompagna la mostra un catalogo edito da GAmm Giunti | Electa.

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