Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona

Luigi Miradori detto Genovesino, Nascita della Vergine, Tela, cm 190 x 280,5, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone
Luigi Miradori detto Genovesino, Nascita della Vergine, Tela, cm 190 x 280,5, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone

È dedicata a Luigi Miradori, detto il Genovesino, uno dei più importanti pittori del Seicento cremonese, la mostra che dal 6 ottobre 2017 al 6 gennaio 2018 è aperta al pubblico alla Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.

L’esposizione, dal titolo “Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona“, è curata da Francesco Frangi, Valerio Guazzoni e Marco Tanzi.

In mostra oltre cinquanta opere, in alcuni casi restaurate per l’occasione, provenienti dalle chiese del territorio lombardo, da importanti musei italiani e da prestigiose collezioni private italiane ed estere.

La mostra si apre con la misteriosa Suonatrice di Liuto (Genova, Palazzo Rosso) e si snoda attraverso magnifici dipinti di argomento religioso, tra cui spiccano la Nascita della Vergine di proprietà dello stesso Museo Civico Ala Ponzone, l’Adorazione dei Magi (Parma, Galleria Nazionale), la Sacra Famiglia (Piacenza, Istituto Gazzola), Lot e le figlie (Roma, BNL Gruppo BNP Paribas) e Ultima cena (collezione privata), quest’ultima inedita e mai esposta al pubblico come altre nove opere, tra cui il Sacrificio di Isacco (New York, collezione privata), lo Sposalizio mistico di Santa Caterina (Cremona Museo Berenziano), sino al suo capolavoro, il Riposo nella fuga in Egitto (Cremona, Chiesa di Sant’Imerio) con la Sacra Famiglia sul proscenio oggetto di un’attenzione affettuosa e arguta,
mentre sullo sfondo si consuma l’efferato spettacolo della strage degli innocenti.

La rassegna continua tra le suggestive immagini realizzate dal Genovesino per il collezionismo privato come le numerose allegorie della Vanitas, accomunate dalla raffigurazione di un putto addormentato accanto a teschi e altri simboli del passare del tempo: il tema della caducità umana e della mortalità infantile, alimentato dai ricordi della epidemia di peste e declinato in termini sempre più espliciti e grotteschi, è costante in tutta la sua carriera.
L’itinerario espositivo è completato da un nucleo di ritratti, capeggiati dal Ritratto di Sigismondo Ponzone con il cane, di proprietà del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, tra gli esemplari più significativi della ritrattistica infantile del Seicento, dal magnifico Ritratto Trivulzio, proveniente da New York e considerato disperso dal 1932, e dal Ritratto di monaco della famiglia Pueroni (collezione privata), a lungo ritenuto un capolavoro del grande pittore spagnolo Francisco de Zurbarán.
Grazie ad un accordo tra i Comuni di Cremona e Mantova, in mostra anche lo splendido Ritratto di gentiluomo, capolavoro della ritrattistica lombarda della metà del Seicento conservato al Museo del Palazzo D’Arco di Mantova.

Altre opere straordinarie del Genovesino possono infine essere ammirate in chiese e palazzi a Cremona, come la vasta tela con la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, eseguita nel 1647 per il presbiterio della Chiesa di San Francesco e oggi nel Salone dei quadri del Palazzo Comunale, dove l’artista esalta l’attualità del racconto evangelico riversandolo in un contesto familiare con ritratti vivacemente caratterizzati di contemporanei così da favorire l’identificazione del pubblico e alimentarne la fiducia nella Provvidenza celeste.

La mostra è realizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi.