La raccolta Ingegnoli. Storia di una passione d’arte a Milano

Giacomo Favretto, Un articolo interessante (Il padre e la sorella del pittore), 1874, Olio su tela, 25 x 28 c - Mostra La raccolta Ingegnoli
Giacomo Favretto, Un articolo interessante (Il padre e la sorella del pittore), 1874, Olio su tela, 25 x 28 c – Mostra La raccolta Ingegnoli

La Galleria Bottegantica di Milano ospita, dal 3 ottobre al 3 dicembre 2017, la mostra “La raccolta Ingegnoli. Storia di una passione d’arte a Milano”, curata da Enzo Savoia, Stefano Bosi e Valerio Rossi, in collaborazione con gli eredi Ingegnoli.

L’esposizione presenta una selezione di quindici tra i più importanti dipinti già nella raccolta milanese e attualmente conservati in collezioni pubbliche e private. Per concessione degli eredi Ingegnoli sarà, inoltre, possibile documentare – attraverso il materiale d’archivio in loro possesso – la storia di ogni singolo quadro, il rapporto personale intercorso tra Paolo Ingegnoli e gli artisti del suo tempo, l’allestimento originario della quadreria.

La rassegna privilegia i nuclei più significativi della collezione Ingegnoli attraverso i suoi autori principali. La sezione dedicata agli italiani di Parigi annovera capolavori fra cui Il porto di Venezia di Giovanni Boldini. Il divisionismo è rappresentato da due dei suoi massimi esponenti: Angelo Morbelli con La sedia vuota, capolavoro che rientra nella serie dedicata al Pio Albergo Trivulzio di Milano, e Carlo Fornara con Lavoro dei campi, opera che ha avuto una lunga gestazione (1895-1936), e di cui l’artista è più volte intervenuto apportandovi modifiche sostanziali all’impianto compositivo. La sezione dedicata ai Macchiaioli toscani riunisce nelle sale di Bottegantica Il ghetto di Firenze di Telemaco Signorini e La raccolta delle foglie di Giovanni Fattori. Completano il percorso espositivo opere di Lorenzo Delleani, Giacomo Favretto, Domenico e Gerolamo Induno, Vincenzo Irolli, Luigi Nono e altri ancora.

Paolo Ingegnoli (1861-1935), facoltoso imprenditore milanese, fondatore nel 1884 – insieme ai fratelli Francesco e Vittorio – della società ‘Fratelli Ingegnoli’. Innamorato del bello, Ingegnoli ha riunito, tra fine Ottocento e inizio Novecento, una straordinaria raccolta di dipinti, ordinata seguendo le ragioni della passione e dell’amore per l’arte.