Vero amore. Pop Art italiana dalle collezioni della GAM di Torino

Mario Ceroli, (Castel Frentano, 1938), La Grande Cina, 1968, (Parte di scenografia del “Riccardo III” di Shakespeare), Legno, 394 x 250 x 205 cm, Dono dell’artista, 1969, Museo Sperimentale, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino - Mostra Vero amore
Mario Ceroli, (Castel Frentano, 1938), La Grande Cina, 1968, (Parte di scenografia del “Riccardo III” di Shakespeare), Legno, 394 x 250 x 205 cm, Dono dell’artista, 1969, Museo Sperimentale, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino – Mostra Vero amore

La GAM di Torino ospita, dal 31 ottobre 2017 al 26 febbraio 2018, un nuovo allestimento di opere della Pop Art italiana provenienti dalle proprie collezioni.
L’esposizione, dal titolo Vero Amore come l’omonima opera di Mario Schifano del 1962, presenta circa sessanta opere tra dipinti, sculture e video che riflettono sulla vicenda storica della Pop Art in Italia.

La Pop Art emerge alla fine degli anni Cinquanta e agli inizi degli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Inghilterra quale reazione degli artisti, soprattutto pittori, al bombardamento visivo di una nuova società consumistica basata sul predominio della pubblicità e dei mass-media. Gli artisti lasciavano l’Informale e l’espressionismo astratto che caratterizzavano gli anni Cinquanta, per abbracciare una nuova figurazione che allude o cita il linguaggio pubblicitario. Contemporaneamente, anche in Italia si sviluppano correnti parallele.

Gli aspetti principali su cui la critica si è soffermata nel rileggere recentemente il fenomeno includono, da una parte, lo studio della cronaca degli anni Sessanta, alla ricerca di corrispondenze dirette con l’esplosione del fenomeno Pop americano sul suolo italiano con la Biennale di Venezia nel 1964 e, dall’altra, la messa a fuoco della provenienza culturale degli artisti italiani, evidenziandone contiguità e differenze rispetto agli artisti internazionali.

Il percorso espositivo illustra le differenti declinazioni di stile degli artisti, tra cui Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Fabio Mauri, Pino Pascali, Salvatore Scarpitta, Mario Schifano. Sul versante piemontese, questa presentazione raccoglie opere di Antonio Carena, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto. Sullo sfondo, tra le tante altre proposte in mostra – volte anche a presentare importanti esiti collaterali, non dichiaratamente Pop ma contestualizzabili in quella temperie di sviluppo e ricerca – vi sono presentati esempi delle ricerche pioneristiche di Mimmo Rotella e Enrico Baj.

Vero Amore è anche l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico l’opera Simboli del Concilio, (1965) di Ezio Gribaudo (Torino, 1929) che, su proposta del Direttore della GAM Carolyn Christov-Bakargiev, l’artista torinese ha generosamente donato al museo nel 2017. Questo importante dipinto si inserisce perfettamente nel tema dell’esposizione, poiché esprime il periodo “Pop” di Gribaudo, e verrà ad arricchire le collezioni della GAM.

L’allestimento delle opere di Pop Art Italiana è curato da Riccardo Passoni.