Agostino Arrivabene in mostra al Museo Diocesano di Massa

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Agostino Arrivabene, L'annuncio, 2016,olio su legno,cm 65x60Le sale del Museo Diocesano di Massa, ospitano dal 15 dicembre al 21 gennaio del 2018, la mostra “L’ermeneutica del segno” di Agostino Arrivabene ( Rivolta d’Adda 1967).

La pittura di Arrivabene è colta, seducente, intrisa di simboli, ispirata sia dalla mitologia classica che dai maestri del XV-XVI secolo come Leonardo, Dürer, Bosch, e nel passato più recente Moreau, Redon, Ernst.

Un moderno alchimista, capace di far vivere esperienze di carattere mistico che travalicano i limiti cognitivi dello spettatore, del conscio e dell’inconscio, una continua esplorazione del nostro “universo intimo” tra archè di vite già vissute o solo vagheggiate.

Il percorso espositivo consentirà, infatti, di sondare la varietà composita di espressioni che costituisce l’opera di Agostino Arrivabene in un “dialogo” non di sfida ma di “confronto”, di “scambio”, con le opere dei grandi maestri presenti nel Museo Diocesano di Massa, come Iacopo Della Quercia, Bernardino Luini, Felice Palma, Francesco Marti, Domenico Fisella.

«L’arte di Agostino Arrivabene – spiega Mauro Daniele Lucchesi direttore artistico dell’Associazione Quattro Coronati – non nasce dal nulla, in questo nostro inizio di secolo la sua arte si presenta come estrema resistenza dell’arte figurativa che non è morta. Essa vive e Agostino Arrivabene ne è la testimonianza. “L’Ermeneutica del Segno” sta in questi termini; rivalutare la pittura come “linguaggio” dell’uomo, facendone emergere tutta la potenza spirituale, esistenziale, storica che è insita nella “pittura” che possiede una forza e una forma di significazione spirituale, culturale, e che deve essere riconosciuta – conclude Lucchesi – come tale nella sua assoluta contemporaneità».

La mostra è organizzata dalla Diocesci di Massa Carrara Pontremoli in collaborazione con l’Associazione Quattro Coronati e con il patrocinio del Comune di Massa.

Agostino Arrivabene, frequenta l’Accademia di Brera ma impara l’arte nei musei di tutta Europa, attingendo dagli antichi maestri. Dal 1988 espone in Italia e all’estero. Vive nel cuore della pianura lombarda e per la precisione a Gradella di Pandino.

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