Da Correggio a Guercino, disegni in mostra alla Galleria Estense di Modena

 Agostino Carracci, Eolo custode dei venti carta, matita rossa, 264 x 327 mm, Modena, Galleria Estense Agostino Carracci, Eolo custode dei venti carta, matita rossa, 264 x 327 mm, Modena, Galleria EstenseLa Galleria Estense di Modena presenta, dal 17 febbraio al 13 maggio 2018, la mostra “Da Correggio a Guercino. Capolavori su carta della collezione dei duchi d’Este“.

In esposizione una selezione di disegni di autori quali Correggio, Nicolò dell’Abate e Lelio Orsi, Ludovico, Annibale e Agostino Carracci, lo Scarsellino, Guido Reni, Guercino.

Da liberi studi d’invenzione fino a veri e propri disegni preparatori, la scelta riguarda alcuni dei grandi maestri emiliani già presenti in Galleria Estense con le loro opere pittoriche. L’esposizione consente dunque al visitatore di fare raffronti diretti tra disegni e dipinti, e gettare uno sguardo diverso sullo stile, la tecnica e i segreti del comporre di grandi maestri del Cinque e Seicento.

I disegni oggi in Galleria Estense provengono da vicende plurisecolari. Le fonti suggeriscono la presenza di alcuni capolavori di grafica già nei celebri camerini di Alfonso I d’Este, nel Castello di Ferrara.
È però soprattutto nel corso del Seicento che i duchi d’Este, ormai trasferiti a Modena, danno vita a una vera e propria raccolta moderna di disegni. Essa culmina negli anni di Alfonso IV (1658-1662), quando il Palazzo Ducale ospita, assieme alla celeberrime gallerie di pittura e di sculture, antichità e meraviglie, anche una delle più ricche e variegate collezioni grafiche del tempo paragonabile a quella fiorentina del cardinale Leopoldo de’ Medici.

Gli inventari consentono di stimare in più di 2.840 i fogli di cui si componeva, e che contavano esemplari dei maggiori maestri. Con il XVIII secolo tuttavia iniziano progressive traversie e dispersioni che raggiungono il punto più critico con le spoliazioni napoleoniche. La quasi totalità dei circa 1300 disegni trasferiti in Francia non tornerà più a Modena e ancora oggi costituiscono parte fondamentale delle collezioni del Museo del Louvre.