La guerra negli occhi, la guerra nel cuore

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Attilio Prevost, mostra La guerra negli occhi, la guerra nel cuorePresso Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano (MI), dal 19 febbraio al 20 aprile 2018, la Fondazione Cineteca Italiana presenta “La guerra negli occhi, la guerra nel cuore“, una mostra interattiva sulla Grande Guerra patrocinata dal Comando Militare Esercito Lombardia.

Il titolo della mostra allude a una narrazione che dovrebbe colpire l’occhio e il cuore di chi guarda, costruita grazie alle fonti d’archivio di enorme valore storico che la Cineteca custodisce: le pellicole (restaurate) realizzate dal milanese Luca Comerio, pioniere del cinema, sempre presente sui luoghi dei principali avvenimenti del suo tempo; e le foto, alcune centinaia, dell’operatore e imprenditore torinese Attilio Prevost, donate dagli eredi alla Cineteca.

Da questo lotto sono stati selezionati 50 scatti, in una mostra resa ancor più preziosa e spettacolare da un altro importante aspetto, quello della interattività. Ad alcune delle foto sono infatti abbinati dei QR code, grazie ai quali, utilizzando il proprio smartphone o i tablet che saranno messi a disposizione dei visitatori, le immagini fisse si “animeranno”, facendo apparire contenuti multimediali come i filmati di Comerio, mappe, documenti, canzoni.

Sui campi di battaglia, sulle Alpi dal Pasubio all’Adamello, tra le trincee e i camminamenti, Attilio Prevost e Comerio furono testimoni d’eccezione di immani tragedie, di storie collettive e personali.
L’ingegnere Prevost lavorò nei primi anni ’10 del ‘900 alla Milano Films di Comerio, per fondare poi le gloriose Officine produttrici di proiettori e moviole sino agli anni ’90. Ed è emozionante immaginarli svolgere il loro lavoro magari inconsapevolmente fianco a fianco sui fronti di guerra.

La mostra vuole creare una connessione fra il cinema e la fotografia, fra gli occhi – di chi ha visto la guerra e l’ha ripresa attraverso un obiettivo – e chi l’ha sentita e vissuta. Inoltre, è anche la storia di un’amicizia perduta, di due persone che per un periodo si sono incontrate e poi si sono divise, a causa della guerra, ma anche per scelta, per seguire la propria strada, per poi incontrarsi di nuovo, con tutta probabilità, sullo stesso teatro di guerra.

Dopo l’inaugurazione, prevista per il 19 febbraio, seguirà la proiezione in 35 mm del film I recuperanti di Ermanno Olmi, un raro caso di film d’autore che nasce da un’esperienza collettiva. Imperniata sul rapporto tra un giovane reduce dalla Seconda guerra mondiale e un vecchio montanaro che si guadagna da vivere recuperando da sottoterra residuati bellici, l’opera è ambientata sul fronte degli Altipiani, dove dal 1915 al 1918 si decisero le sorti del conflitto.

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