Nel nome della madre. Adele Ceraudo espone al PAN di Napoli

Adele Ceraudo, Senza titolo, 2018, stampa fine art su tela con smalto e tulle, cm 105x150
Adele Ceraudo, Senza titolo, 2018, stampa fine art su tela con smalto e tulle, cm 105×150

Al Pan | Palazzo delle Arti di Napoli, dal 24 febbraio al 19 marzo 2018, è in programma la mostra “Nel nome della madre. Adele Ceraudo”, a cura di Daniela Wollmann.

In esposizione oltre 50 opere che ripercorrono i momenti salienti dei suoi 10 anni di attività, caratterizzati da diverse forme espressive quali disegni, opere pittoriche, fotografie, installazioni, video, performance e una serie lavori in cui sperimenta contaminazioni di linguaggi. Tema centrale della mostra è la femminilità, approfondita sotto differenti punti di vista umani e sociali.

Adele Ceraudo da sempre pone al centro della sua arte la figura della donna di cui descrive tutte le caratteristiche, sia quelle legate alla gioia alla positività, alla seduzione, fino ad arrivare agli aspetti più tragici legati alla violenza e al dolore.

L’esposizione descrive l’evoluzione artistica e interiore di Adele Ceraudo, che nelle sue prime opere del 2008 della serie “Just wearing Ink” celebra il corpo femminile, ritraendo una modella. Solo a conclusione di questa serie, nel 2010 l’artista si concentrerà sul suo corpo, presenza costante delle sue opere ed elemento imprescindibile della sua espressività.

Nella collezione “Le affinità elettive” realizzata tra il 2011 e il 2013 l’artista offre la sua personalissima rivisitazione di icone del passato e della storia dell’arte in chiave contemporanea, si confronta con i canoni classici ma ne modifica il significato.

In “Nuotando nell’Aria” (2013-2015) partendo dalla sua interpretazione de “La Maddalena Penitente” di F. Hayez, Adele Ceraudo narra il percorso personale di conoscenza e scoperta della femminilità anche dal punto di vista della sensualità. All’interno di questa serie emerge il forte realismo iconografico, legato ai corpi, alle torsioni, alla resa scultorea delle anatomie, al loro movimento e ai piccoli dettagli, carichi di simboli e di significati, che esprimono sentimenti forti.

In mostra è inoltre presente una selezione di sette disegni e sette scatti appartenenti all’ultimo ciclo di lavori intitolato “New York 2016”, volto ad esaltare la dimensione psicologica, emotiva e metafisica anziché quella della perfezione estetica. Questa recente serie, creata tra il 2016 e il 2017, nasce dalla collaborazione dell’artista con il fotografo Giorgio Possenti.

Di un lasso di tempo più ampio è la serie dei ritratti, datati 2010 – 2017, tutti realizzati con penna Bic, i cui soggetti sono donne e uomini incontrati dall’artista nel corso della sua vita, dal premio Nobel Rita Levi Montalcini alla regista Lina Wertmuller, dall’ex Presidente della Camera Irene Pivetti alla sportiva Josefa Idem, dallo scrittore Aurelio Picca all’artista Sandro Koop. In essi è molto forte la percezione di ogni singola personalità che emerge dalle sfumature, dagli sguardi, dalle rughe e dalle espressioni naturali e molto realistiche.

Un nucleo di sei video che raccontano l’artista, la sua storia e il suo fare arte dal 2009 ad oggi accompagna e completa il ricco percorso espositivo.

La mostra, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, è organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla cultura e turismo del comune di Napoli, dall’associazione culturale CreativiATTIVI/rivoluzionART.