Lady Bird, un film di Greta Gerwig – Recensione

Lady Bird, una scena del filmNon ha ottenuto nessuno dei premi Oscar a cui era candidato, il film di Greta Gerwig. E pure Lady Bird è un’opera viva e palpitante, che possiede una limpidezza di stile e una fluidità narrativa che oggi sono diventate merce rara nelle pellicole che arrivano da Oltreoceano. Un po’ tutti gli esegeti del film hanno avuto parole di elogio per la prestazione degli interpreti (un’adorabile Saoirse Ronan) e per la bella disinvoltura con cui la Gerwig ha saputo accostarsi agli stilemi del genere (il teen movie) per farne cosa propria.

Impianto, personaggi, situazioni e dialoghi, di sapore squisitamente indie, si adattano a esplorare un percorso di formazione all’età adulta (quello che l’adolescente Christine realizza a Sacramento, nel corso del suo ultimo anno di liceo in una scuola religiosa cattolica: uno scenario provinciale, descritto con tono un po’ nostalgico come un luogo angusto ma non uggioso) e un rapporto madre/figlia dapprima conflittuale, ma destinato a risolversi, in un finale conciliante e intensissimo, nella comprensione reciproca.

Qua e là il ricordo va all’indimenticabile White Bird di Gregg Araki (2014), dove però il racconto di un analogo confronto parentale e di un tormentato itinerario di crescita in uno spazio provinciale ben altrimenti soffocante e doloroso, acquistava, nel finale, connotazioni assai più amare e sinistre.

Nicola Rossello

Scheda film
Titolo: Lady Bird
Regia: Greta Gerwig
Cast: Saoirse Ronan, Timothée Chalamet, Odeya Rush, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Beanie Feldstein, Lois Smith
Durata: 93 minuti
Genere: Commedia
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 1 marzo 2018

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