Terry O’Neill. Icons – Al Vittoriano gli scatti del fotografo britannico

I Rolling Stones in Hanover Square, Londra, 1964, 54,9 x 73 cm, © Terry O’Neill
I Rolling Stones in Hanover Square, Londra, 1964, 54,9 x 73 cm, © Terry O’Neill

Le sale del Complesso del Vittoriano di Roma accolgono, dal 2 marzo al 20 maggio 2018, un’eccezionale retrospettiva dedicata al grande fotografo britannico Terry O’Neill, curata da Cristina Carrillo de Albornoz.

In esposizione ritratti iconici che raccontano un’epoca attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport.

Vivendo tra i miti dello spettacolo e avendo con loro un rapporto di grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni di carriera O’Neill realizza alcuni dei ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Brigitte Bardot a Ava Gadner fino a Marlene Dietrich.

Tra gli oltre 50 scatti leggendari che hanno catturato momenti cruciali della storia dei più grandi personaggi, una sezione è interamente dedicata a una delle più poliedriche figure dello star system mondiale, icona dandy di stile che ha fortemente influenzato la percezione dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo secolo: David Bowie.

«Uno dei principali contributi di Terry O’Neill all’arte del ritratto fotografico – dichiara la curatrice – è quello di aver capito il suo tempo realizzando una fotografia dinamica, con una nuova aura, rendendo lo star system accessibile e ciononostante mantenendo l’enigma e il mistero».

Terry O’Neill, nato a Londra nel 1938, è uno dei fotografi che ha saputo cogliere immagini autentiche e spontanee di molte delle leggende del Novecento; personaggi che hanno segnato la storia diventando delle vere e proprie icone. Politici, cantanti e attori con lui trovano la chiave perfetta per esprimere al meglio la loro personalità.
Collabora con riviste importanti come Rolling Stone e Vogue.
I suoi scatti più belli sono spesso realizzati dietro le quinte di set cinematografici e concerti, momenti informali nei quali i soggetti potevano sentirsi liberi di essere se stessi.
L’uso della più leggera e maneggevole 35mm, una novità assoluta per l’epoca, lo ha aiutato a rendere il suo stile naturale e inconfondibile. Terry O’Neill ha cominciato la sua carriera nel dipartimento di fotografia della British Airways nell’aeroporto di Heathrow di Londra, dove fotografava i viaggiatori che arrivavano nel paese.

La mostra Terry O’Neill. Icons, prodotta e organizzata da Arthemisia, offre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca.

Contemporaneamente all’esposizione dedicata a Terry O’Neill, il Vittoriano ospita anche la mostra dedicata a Liu Bolin, l’artista cinese definito “l’uomo invisibile” per le sue straordinarie perfomances nell’arte del camouflage.