Arabesques. Antonio Ratti, il tessuto come arte – Mostra a Roma

Libri campionario della Fondazione Antonio Ratti  - foto: Stefano CastellaniAlle Terme di Diocleziano di Roma, fino al 20 maggio 2018, è possibile visitare la mostra “Arabesques. Antonio Ratti, il tessuto come arte“, a cura di Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni.

L’esposizione è dedicata all’imprenditore tessile comasco Antonio Ratti (1915-2002), creatore del Gruppo Ratti e della Fondazione culturale che porta il suo nome.
La rassegna interseca i molteplici aspetti della vita di Antonio Ratti: disegno e impresa, arte e promozione culturale, pubblico e privato in un ricco e articolato percorso scandito tra tessuti antichi e moderni e opere d’arte contemporanea.

L’intuizione che guida il pensiero di Antonio Ratti come imprenditore, collezionista e ideatore di progetti culturali è la conoscenza della grande tradizione tessile e la passione per l’arte nei suoi molteplici aspetti. Un sapere che condivide con i dipendenti della sua azienda – dove aveva fatto realizzare la Palazzina dei Servizi Sociali, luogo in cui prendevano vita concerti e spettacoli teatrali – per poi aprirsi alle giovani promesse dell’arte.

In mostra una selezione dell’ampia collezione tessile dalla Fondazione Antonio Ratti, nata come raccolta privata, strumento di studio e ricerca per disegnatori e stilisti dell’azienda “Tessitura Serica Antonio Ratti”, da lui fondata nel 1945.
Agli antichi reperti copti e pre-colombiani, alle cravates, ai broccati di fine Ottocento, alla prima produzione di disegni di Antonio Ratti (1934-40), ai tessuti raccolti in libri campionari si aggiungono le opere di artisti che negli anni hanno preso parte alle attività della FAR.

Quindici opere tra installazioni e video di altrettanti artisti sono presenti nelle Grandi Aule delle antiche terme romane.
All’interno sono esposte opere di Rossella Biscotti, Julia Brown, Rä di Martino, Jimmie Durham, Mario Garcia Torres, Melanie Gilligan, Renée Green, Hans Haacke, Joan Jonas, Liliana Moro, Matt Mullican, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Diego Perrone e Cesare Pietroiusti. A questi si aggiunge una struttura modulare di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle parte di No Man’s Land.

Completano il percorso della rassegna appunti, documenti e fotografie storiche legate all’azienda e un video documentario che mette a confronto gli archivi della FAR con quelli del Gruppo Ratti.

La mostra è promosso dal Museo Nazionale Romano con Electa, in collaborazione con la Fondazione Antonio Ratti, il Comune di Mantova e il Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te.