Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson

Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson
Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson

A Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano dal 21 marzo al 15 luglio 2018 una mostra storico-documentaria racconta, nel centenario della fine del primo conflitto mondiale, l’enorme impegno e il contributo che il Comune e i suoi cittadini offrirono al Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

L’esposizione, dal titolo “Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson”, è curata da Barbara Bracco.

«Il Novecento Italiano è stato un secolo di straordinaria complessità culturale e sociale – afferma l’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno –. In particolare, il primo ventennio ha rappresentato per Milano una palestra di orgoglio, solidarietà, spirito di iniziativa e creatività, come dimostra questa mostra documentando gli sforzi e la generosità del Comune e dei milanesi nel difficile percorso della ripresa del primo dopoguerra. Un periodo in cui Milano era già perfettamente in grado di fare squadra tra pubblico e privato, in una logica di condivisione che costituisce da sempre la cifra della milanesità».

Enti pubblici e privati hanno messo a disposizione archivi e collezioni, documenti e materiali fotografici, in parte inediti, per un itinerario espositivo che inizia con la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917, prosegue fino alla vittoria il 4 novembre 1918 e si conclude con la visita del presidente americano Woodrow Wilson nel gennaio del 1919 quando, oltre alla complessa elaborazione del lutto, Milano dovette confrontarsi con i nuovi scenari politici nazionali e internazionali.

Dopo Caporetto, il fronte si fermò sulla linea del Piave ma Milano si trovò in prima linea nell’assistenza ai feriti e nella mobilitazione industriale, ambiti in cui fin dall’inizio del conflitto aveva prodigato il proprio contributo.

Lungo il percorso espositivo – tra manifesti, fotografie di angoli della città, di ospedali e di fabbriche – emerge l’immagine di una Milano in piena espansione industriale ed economica, con una popolazione che, alla vigilia della guerra, si avvia ai 700.000 abitanti. Un capoluogo in grado di proporre una nuova forma di solidarietà a partire dall’assistenza ai soldati: ospedali specializzati precursori della moderna ortopedia, centri e luoghi di incontro come le Case del soldato, punti di ristoro, case per i feriti e per le loro famiglie.