La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati in mostra alla Reggia di Venaria

Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1488/1490 - Venezia, 1576) San Gerolamo penitente, (particolare) 1556-1561. Olio su tavola 235 × 125 cm Milano, Pinacoteca di Brera
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1488/1490 – Venezia, 1576) San Gerolamo penitente, (particolare) 1556-1561. Olio su tavola 235 × 125 cm Milano, Pinacoteca di Brera

Alla Reggia di Venaria (TO) è aperta al pubblico, dal 28 marzo al 16 settembre 2018, l’esposizione conclusiva della XVIII edizione di Restituzioni, il programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico pubblico, curato e promosso da Intesa Sanpaolo.

L’esposizione presenta 80 nuclei di opere, per un totale di 212 manufatti restaurati nel biennio 2016-2017. Le opere appartengono a 17 regioni italiane: oltre a Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Liguria, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria e Puglia, già interessate nelle precedenti edizioni, per la prima volta sono state coinvolte Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata, Molise, Sardegna e si conta anche una presenza estera, proveniente da Dresda.

In questa edizione Intesa Sanpaolo ha collaborato con 44 enti di tutela (Soprintendenze, Poli Museali e Musei autonomi) e sono 63 gli enti proprietari. Un imponente lavoro di recupero, che ha coinvolto 205 professionisti del restauro in tutta Italia.

La mostra copre un arco cronologico di quasi 40 secoli, spaziando dall’antichità al contemporaneo fornendo così un ampio panorama del patrimonio artistico italiano. Tra le opere esposte, gli affreschi della Tomba di Henib, dal Museo Egizio di Torino; la preziosa Testa di Basilea, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; il Ritratto di Caterina Balbi Durazzo di Anton Van Dyck, da Palazzo Reale di Genova; San Girolamo penitente di Tiziano, dalla Pinacoteca di Brera; San Daniele nella fossa dei leoni di Pietro da Cortona, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, fino a opere di Morandi, Burri e Twombly. Nella grande varietà non mancano oggetti particolari come il Mantello Tupinambà, realizzato con penne e fibre di cotone, giunto tra XVI e XVII secolo in Italia dal Brasile, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana, o il seicentesco Clavicembalo dipinto, dal Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma.

Il percorso espositivo è organizzato secondo una logica cronologico/tematica che ha come focus la fragilità del nostro patrimonio. Si conclude significativamente con una sala dedicata alle opere danneggiate dal terremoto.

In occasione della mostra sono previsti un ciclo di incontri divulgativi sul restauro e una serie di laboratori didattici a cura dei Servizi Educativi de La Venaria Reale e del Centro Conservazione e Restauro.

La mostra La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati, è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è organizzata in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.