Le fotografie di Gianluca Balocco in mostra a Castello D’Albertis

Gianluca Balocco, tribù del popolo ShuarA Castello D’Albertis – Museo delle culture del mondo di Genova, dal 14 aprile al 17 giugno 2018, resterà aperta al pubblico la mostra di Gianluca Balocco dal titolo “Witjai. Il gene verde della razza umana“.

L’esposizione è parte del progetto Witjai, “io esisto”, una mostra fotografica e un libro risultato dai viaggi di Gianluca Balocco in Ecuador tra il 2014 e il 2016 e dal suo incontro con le popolazioni Shuar.

La mostra presenta circa 40 fotografie frutto della collaborazione con clan e famiglie indigene e le affianca ad oggetti Shuar arrivati a Genova nel 1892, in occasione del quarto centenario colombiano, che oggi sono parte delle collezioni etnografiche del museo.

La maggior parte delle fotografie è costituita da ritratti in cui i soggetti si mostrano “armati delle proprie piante“, impugnate come elementi di lotta in difesa della loro cultura, identità, esistenza e della foresta in cui vivono. Balocco non ha usato un set fotografico e non ha fatto ulteriori modifiche tecniche, in modo che gli Shuar fossero liberi di esprimersi e il risultato fosse autentico e spontaneo.

L’opera nella sua totalità è un ritratto collettivo di un popolo che considera piante, alberi e radici esseri sacri e intelligenti, messi a disposizione dell’uomo dal pianeta affinché possa purificarsi, curarsi, nutrirsi e vivere. Osservando le immagini diventa evidente che “nulla vive per se stesso e tutto è in relazione con tutto”: l’uomo condivide il 26% del suo DNA con le piante e può esistere solo all’interno di un sistema di connessioni con l’ambiente naturale in cui vive.

Gianluca Balocco artista – fotografo, usa la fotografia come strumento scientifico in progetti definiti al limite tra la biologia evoluzionista e l’antropologia contemporanea ispirata al pensiero sull’anacronismo storico di George Didi-Hubermann. Da alcuni anni privilegia i temi di un’ecologia che parte dalla consapevolezza delle relazioni sistemiche necessarie alla vita e all’evoluzione dell’uomo, il tutto volto a sottendere anche una riflessione su sostenibilità, inquinamento ambientale, problemi energetici, futuro del Pianeta.