Premio Campiello, la cinquina finalista – A Valerio Valentini il Campiello Opera Prima

Gruppo Giuria Premio Campiello
Gruppo Giuria Premio Campiello

Con una votazione pubblica, che si è tenuta nell’Aula Magna G. Galilei di Palazzo Bo dell’Università degli Studi di Padova il 25 maggio 2018, la Giuria dei Letterati ha selezionato la cinquina finalista della 56^ edizione del Premio Campiello.

Tra gli oltre 250 libri giunti alla segreteria del premio, i giurati hanno scelto: al primo turno con 9 voti Helena Janeczek, La ragazza con la Leica (Guanda); con 6 voti Ermanno Cavazzoni, La galassia dei dementi (La nave di Teseo); con 6 voti Davide Orecchio, Mio padre la rivoluzione (Minimum Fax); al terzo turno con 6 voti Francesco Targhetta, Le vite potenziali (Mondadori); al ballottaggio con 6 voti Rosella Postorino, Le assaggiatrici (Feltrinelli).

La Giuria dei Letterati quest’anno è stata presieduta dal Magistrato Carlo Nordio e composta da autorevoli personalità del mondo letterario ed accademico quali Federico Bertoni, Daniela Brogi, Philippe Daverio, Chiara Fenoglio, Paola Italia, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Lorenzo Tomasin, Roberto Vecchioni, Emanuele Zinato.

Matteo Zoppas, Presidente della Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto, ha affermato: «Come accade da oltre 50 anni, la Giuria ha selezionato i 5 migliori romanzi italiani dell’anno editoriale: termina così il ruolo della Giuria dei Letterati, per affidare direttamente ai lettori e alle loro preferenze il giudizio finale. Un voto democratico e pulito grazie al quale il Campiello si identifica da sempre come premio autorevole e trasparente, oltre a rappresentare la testimonianza concreta dell’impegno sociale e culturale degli imprenditori veneti. È per questo che siamo orgogliosi di continuare a dare il nostro contributo, anche attraverso questo grande e splendido progetto culturale permanente che è il Premio Campiello».

Il vincitore della 56^ edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 15 settembre a Venezia sul palco del Teatro La Fenice, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi. I giurati vengono selezionati su tutto il territorio nazionale in base alle categorie sociali e professionali, cambiano ogni anno e i loro nomi rimangono segreti fino alla serata finale.

Il Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario, quest’anno è stato assegnato a Valerio Valentini per il romanzo Gli 80 di Campo-Rammaglia (Editori Laterza).
Questa la motivazione:
Dopo il terremoto del 2009, “Camporammaglia di Sassa”, immaginario paese in provincia dell’Aquila, corre il rischio di diventare la capitale del dolore, e di attirare tutta l’attenzione dei media e dei politici. Attorno alla casa di Adelio, gli ottanta abitanti si muovono come sull’aia di un cascinale, sospesi tra stupore e angoscia: figure di resistenza alla catastrofe naturale e alla mutazione sociale.
Tra reportage, epos corale e romanzo di formazione, Valerio Valentini, con uno stile che non indulge mai al patetico, in equilibrio tra memorie di infanzia e referto saggistico, mette in scena due cataclismi: il terremoto esterno, che sconvolge le esistenze degli ottanta, e li relega nei moduli abitativi provvisori, e quello interiore, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sarà l’organizzazione della festa patronale a dare ai giovani la motivazione per una forma di resistenza che attraversa il tessuto sociale e le vite individuali.
La scrittura di Valentini, sorvegliata e ironica, in grado di assorbire elementi dialettali senza scadere nello stereotipo, narra il passaggio da una civiltà ancora contadina, mai mitizzata, alla modernità che stravolge le vite dei tre amici. E mostra come, contro ogni aspettativa, sia possibile ridare un centro al paese e riallacciare le vite e le storie di tutta la comunità.