9 Dicembre 2019
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Diego Marcon, alla Triennale di Milano la mostra “La miserabile”

Diego Marcon, Ludwig, 2018Video, animazione CGI, colore, suono, loopProdotto da Fondazione Museo MAXXI / MAXXI Bvlgari Prize 2018Courtesy l’artista e Ermes­Ermes, ViennaStill da videoLa Triennale di Milano presenta, dal 20 luglio al 26 agosto 2018, la mostra personale dell’artista Diego Marcon dal titolo La miserabile, a cura di Edoardo Bonaspetti.

Vivere è miserabile e non risparmia nessuno. Forse è questa la ragione per cui, l’artista decide di trasformare lo spazio dell’Impluvium della Triennale di Milano in una camera silenziosa e perturbante.

La miserabile è una condizione esistenziale, uno stato d’animo e una scena che prende forma a partire da un nucleo figurativo centrale: un capezzale su cui riposa, malata, una figura femminile. Attorno, decine di personaggi vegliano il suo corpo, affaccendati in piccole ed enigmatiche azioni. L’immagine della fanciulla moribonda, topos della rappresentazione sentimentalista, è definita attraverso i caratteri dell’illustrazione infantile e del cartone animato, in un’atmosfera opaca e di torpore da cui si sviluppano altre rappresentazioni.

L’ambiente è essenziale, accentua la carica emotiva del lavoro e circoscrive uno spazio di nevrosi e febbrile chiusura in sé, in cui i personaggi che popolano il mondo di Marcon – i miserabili, appunto – sono ineluttabilmente e indefinitamente prigionieri. Isolate e nella penombra, quasi Marcon le volesse tenere al riparo da sguardi inopportuni, le figure si offrono allo spettatore in uno luogo di contemplazione, invitandolo a indugiare sulle diverse azioni arrestate in una posa.

L’artista, in questa occasione, supera i formati dell’immagine in movimento a cui si è dedicato nei suoi più recenti progetti, per operare una sperimentazione sulla potenza evocativa di ciò che non è immediatamente visibile, di quanto appare ambivalente, probabilmente patetico, ai limiti dell’immagine e dell’esistenza.

«Patetica è per me la condizione umana e il suo perseverare nel trascinare se stessa come proprio fardello – dichiara Diego Marcon -. È per questo che i miei personaggi sono esausti».

Diego Marcon è nato a Busto Arsizio (Italia) nel 1985.Nel 2006 si diploma come montatore cinetelevisivo presso la Scuola Civica di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano e nel 2012 consegue la laurea in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Nel 2012 è fra i vincitori del XXIV Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate del MA*GA, nel 2013 del Menabrea Art Prize e nel 2015 della prima edizionedel Premio Club GAMeC. Nel 2017 è invitato da AMACI alla quinta edizione del progetto “Museo Chiama Artista” ed è tra i finalisti del MAXXI Bvlgari Prize 2018. I suoi lavori sono stati proiettati in film festival in Italia e all’estero.

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