Fulvio Di Piazza. Genesi minore

Fulvio Di Piazza, Pesce di Troia, 2010, olio su tavola, 35 x 62 cmPalazzo Parasi di Cannobio (VB), sul lago Maggiore, ospita dall’8 luglio al 26 agosto 2018 la mostra di Fulvio Di Piazza dal titolo Genesi minore, curata da Alberto Zanchetta.

L’esposizione presenta 20 opere di uno dei protagonisti più originali del panorama figurativo italiano odierno.
Da sempre affascinato dalla natura, Fulvio Di Piazza si rende interprete di una pittura fantastica e barocca, di minuziosa fattura.

Autore singolare, spesso relegato in qualche genere o àmbito, ultimo dei quali il Pop-surrealism, Di Piazza ha nelle inconfondibili creature fitomorfe, così come nelle catastrofi ambientali e i numerosi auto-ritratti che vengono dissimulati nell’ambiente, la sua cifra espressiva più caratteristica. Con la sua pittura, l’artista siciliano crea un’empatia che tende all’immedesimazione con il mondo naturale e le sue forme organiche.

Come afferma Alberto Zanchetta, «Cionondimeno, le sue creature grottesche sembrano originarsi da un caso fortuito anziché da un normale processo evolutivo; un ruolo demiurgico, in parte profetico e in parte funesto, che alterna il rigoglio vegetale ai vapori e ai lapilli di un’autodistruzione. Rispetto ai sette giorni della creazione divina, in questi dipinti prende il sopravvento una Genesi minore, non ortodossa, che ancora ignora l’esistenza dell’homo sapiens, benché ne rispecchi sia i pregi che i difetti. Ebbene, l’immaginario di Fulvio Di Piazza ci offre dei surrogati antropici, intrisi di invenzioni e di conflitti che ogni fruitore è invitato a interpretare da molto vicino (rischiando invero di restare invischiato nella ricca densità della pittura)».

La personale di Fulvio Di Piazza rientra nei progetti dell’amministrazione comunale di Cannobio per la rivalutazione di Palazzo Parasi, storico edificio risalente al XIII secolo, adibito per tanti anni a luogo di giustizia e di governo, e recentemente oggetto di restauro, sotto la guida della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Regione Piemonte.

Si tratta di un imponente palazzo che sorge a ridosso della Torre Comunale del XII secolo. Al piano terra è presente un portico coperto con volte a botte che conserva lapidi, stemmi e rilievi del XIV secolo e due tombe romane. Ai piani superiori sono state realizzate due aree destinate a spazio espositivo, una delle quali particolarmente interessante per il diretto contatto con le antiche capriate.

Accompagna la mostra un catalogo edito dalla Città di Cannobio.