I cani di Elliott Erwitt in mostra a Treviso

Paris, France, 1989 © Elliot Erwitt / Magnum Photos. Attenzione per l'utilizzo delle immagini leggere il file allegato
FRANCE. Paris. 1989.

Presso gli spazi di Casa dei Carraresi a Treviso, dal 22 settembre 2018 al 3 febbraio 2019, è aperta al pubblico la mostra dedicata ad uno dei più importanti fotografi contemporanei, Elliott Erwitt.

L’esposizione esplora la produzione del fotografo franco-americano dedicata ai cani presentando oltre ottanta fotografie accompagnate da video, documenti e altro materiale dedicato al tema.

La mostra intitolata “Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli”, raccoglie una straordinaria selezione di fotografie in un percorso che spazia dagli anni cinquanta fino ai giorno nostri e che documenta la profondità e l’acutezza del lavoro fotografico di Erwitt su questo specifico tema. Le sue sono tutte immagini realizzate “dal punto di vista dei cani”. Spesso il fotografo pone il suo obiettivo ad altezza di cane, lasciando ai suoi padroni, il solo spazio di un piede o dei polpacci.

I cani sono tra i soggetti più amati dal fotografo. Non perché egli ne sia particolarmente affascinato (come lui sostiene), ma perché con il loro atteggiamento naturale e irriverente, fungono da perfetto contraltare alla pomposità ed alla ricercata compostezza dei loro padroni. E soprattutto, a differenza degli uomini, non hanno la pessima abitudine di pretendere una stampa delle foto che viene loro fatta!

Molte di queste immagini sono buffe e ritraggono animali che saltano o si mostrano sorpresi. Pose che sono ottenute, a volte, da Erwitt con un metodo preciso, ovvero suonando, poco prima di fotografare, una trombetta che spaventava i cani. Oppure, ricorrendo ad un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Escono così immagini di forte spontaneità, che fissano l’espressione animata degli animali.

Nelle fotografie di Erwitt non c’è un’attenzione particolare per il paesaggio; il suo occhio s’indirizza alla figure umane e sugli animali, per lui riflessi inconsapevoli delle abitudini degli uomini.

La mostra, a cura di Marco Minuz, è organizzata da Suazes in collaborazione con la Fondazione Cassamarca di Treviso e Magnum Photos.