La Triennale di Milano dedica una mostra ad Achille Castiglioni

Achille CastiglioniLa Triennale di Milano dedica ad Achille Castiglioni (1918-2002), in occasione del centenario dalla sua nascita, una grande mostra monografica, a cura di Patricia Urquiola in collaborazione con Federica Sala.

L’esposizione, che resterà aperta al pubblico dal 6 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019, analizza l’opera di Castiglioni in maniera trasversale, dal design all’architettura, dagli allestimenti alle mostre.

Achille Castiglioni è stato senza dubbio uno dei padri fondatori della professione e del sistema del design italiano. Un’attitudine che è tutt’oggi tenuta viva dall’attività della Fondazione Achille Castiglioni che ha come scopo principale quello di catalogare, ordinare, archiviare, digitalizzare progetti, disegni, foto, modelli, video, tutto il mondo nel quale Castiglioni ha lavorato durante più di 60 anni di attività, prima con i fratelli Livio e Pier Giacomo, poi dal 1968, da solo.

Oltre all’importante contributo della Fondazione, la mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione con istituzioni quali CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di Parma, Fondazione ADI Compasso d’Oro, Museo Alessi, Museo Kartell, MUMAC Museo della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali, Fondazione Pio Manzù – Fondazione Manzoni Arte e Design Bergamo, con Sony Design e con gli archivi Flos, Cassina, De Padova, Zanotta, B&B Italia, CASVA gli archivi del progetto a Milano, Caccia Dominioni, Giovanni Sacchi, Ugo Mulas, Cesare Colombo.

L’approccio di Castiglioni, asciutto e semplice ma ricco di curiosità e di ironia, è diventato un metodo progettuale attraverso il quale il designer ha formato generazioni successive. Achille Castiglioni ha progettato più di 400 allestimenti temporanei per mostre e fiere e ha lavorato con innumerevoli aziende di settore, tra cui Alessi, Brionvega, B&B Italia, BBB Bonacina, Cimbali, Danese, Driade, De Padova, Flos, Cassina, Moroso, Knoll International, Kartell, Zanotta.

I prodotti da lui progettati, fino al 1968 frutto della collaborazione con i fratelli Livio e soprattutto Pier Giacomo, in massima parte ancora oggi in produzione e spesso annoverati tra i bestseller dalle aziende, nascono dalla capacità di ispirarsi al quotidiano per trasformarlo in altro, trattando con ironia il rapporto tra forma e funzione.