Umberto Bonfini. Un dottore a Grizzana. Dalla medicina alla fotografia

Umberto Bonfini, Natura morta, s.d., stampa da negativo DOP (developing out paper), cm 29,4 x 38,5, Collezione Claudio SpottlUmberto Bonfini. Un dottore a Grizzana. Dalla medicina alla fotografia” è il titolo della mostra che dal 23 novembre 2018 al 6 gennaio 2019 è aperta al pubblico a Casa Morandi di Bologna.

Un dialogo fra la raccolta atmosfera della casa-atelier in cui Giorgio Morandi visse e lavorò per lunghi decenni fino alla sua morte e una selezione di immagini tratte dall’archivio fotografico lasciato da Umberto Bonfini, medico condotto a Grizzana, che ristabilisce una vicinanza tra due figure accomunate da una frequentazione amichevole e un’affine sensibilità di pensiero.

Nato a Pisa nel 1918, Umberto Bonfini arriva a Grizzana alla fine degli anni quaranta per esercitare la sua professione di medico-chirurgo. Nel paese dell’appennino bolognese conosce Giorgio Morandi, e in seguito ne diventa grande estimatore. Successivamente si sposta a Lagaro, piccolo paese limitrofo a Grizzana, dove continua a esercitare la professione di medico e resterà fino alla sua scomparsa il 10 agosto 1980.
Le frequentazioni con Giorgio Morandi avvicinano Bonfini alla sua pittura inducendolo, sotto il suo influsso, a dipingere diverse tele. Ma l’arte di Morandi si rivela propedeutica soprattutto di quella che diventerà la sua vera cifra artistica: la fotografia. Egli, infatti, si interessa al mondo della fotografia solo dopo la morte di Morandi nel 1964, iniziando a ritrarre composizioni di oggetti ispirate alle nature morte del maestro bolognese, di cui a Casa Morandi si possono ammirare 14 esemplari realizzati negli anni sessanta.

Bonfini trova la sua definitiva espressione poetica nel registro del racconto fotografico, tecnica con la quale si narra una storia attraverso una breve sequenza di foto si narra una storia, e in cui associa estetica e contenuto tracciando una nuova strada della fotografia artistica.
Le sue fotografie, dai significati a volte cupi, ermetici e provocatori, sono state esposte in numerosissime mostre nazionali ed estere, ottenendo oltre un centinaio di premi e riconoscimenti in tutto il mondo, da Hong Kong (nel 1969 al XXIV Salone Internazionale vinse il premio per la migliore fotografia) a Buenos Aires, da Singapore a Bucarest. A questi si aggiungono numerosi e prestigiosi premi conseguiti in Italia in occasione di mostre che si svolsero in varie città fra cui Bressanone, Torino, Como, Roma, Empoli, Fermo e anche Bologna, ove gli venne conferito il Nettuno d’Argento nel 1969.