Fabrizio De Andrè. Principe libero

Fabrizio De Andrè. Principe libero

Su Rai2 va in onda sabato 12 gennaio 2019 alle ore 21.20 il film “Fabrizio De Andrè. Principe libero“, con Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich e la partecipazione straordinaria di Ennio Fantastichini, per la regia di Luca Facchini.

La storia di un’ icona della musica italiana. Il racconto del cammino appassionato e irrequieto verso l’affermazione di Fabrizio De Andrè, poeta e cantore, attento al sociale e nobile spalla degli ultimi, ma anche uomo alla continua ricerca del suo equilibrio, sempre combattuto e in bilico tra forza e fragilità.

Fin dall’adolescenza Fabrizio dimostra la sua curiosità speciale, il suo ardore di vita. Sempre in opposizione all’autorità, in famiglia e a scuola, Fabrizio sviluppa presto una grande sensibilità per le vite degli ultimi. Sentendosi a suo agio più con gli emarginati dei carruggi che nelle feste borghesi degli amici di famiglia.

La sua costante irrequietezza trova finalmente un senso quando riceve in regalo dal padre la sua prima chitarra. È amore a prima vista. Nonostante questo Fabrizio dovrà superare un grande conflitto con sé stesso per accettare la sua vocazione e trasformarla nella sua professione.

La continua ricerca di spazio e di tempo per coltivare la sua arte entrano presto in conflitto con i suoi doveri famigliari di marito di Puny e di padre di Cristiano. L’incontro umano ed artistico con Luigi Tenco sarà però fondamentale per lui: uno spazio di complicità nei rovelli dell’arte. Così come la collaborazione con il poeta Riccardo Mannerini.

E non saranno gli unici: lungo la sua carriera Fabrizio collaborerà con alcuni fondamentali autori, poeti ed artisti del dopoguerra italiano. Tra gli altri, Paolo Villaggio, Fernanda Pivano e la PFM, solo per citarne alcuni.

L’incontro con Dori Ghezzi lo porterà a confrontarsi con le proprie paure e ad abbracciare l’amore, in un senso nuovo di libertà, nella campagna in Gallura, dove nascerà la seconda figlia, Luvi. E dove però si consuma anche la negazione di tutte le libertà, nella vicenda dei quattro mesi del sequestro. Anche in questo caso De André riuscirà a trasformare un evento drammatico in grande arte, regalandoci un capolavoro come Hotel Supramonte.