Antonello da Messina in mostra a Palazzo Reale di Milano

Antonello da Messina, Ecce Homo,1475, olio su tavola (rovere?), 48,5 × 38 cm (la parte dipinta 43 x 32,4 cm), Collegio Alberoni, Piacenza - Crediti fotografici: ©2018. Foto Scala, Firenze
Antonello da Messina, Ecce Homo,1475, olio su tavola (rovere?), 48,5 × 38 cm (la parte dipinta 43 x 32,4 cm), Collegio Alberoni, Piacenza – Crediti fotografici: ©2018. Foto Scala, Firenze

È dedicata ad Antonello da Messina (1430-1479) la mostra allestita nelle sale di Palazzo Reale di Milano e aperta al pubblico dal 21 febbraio al 2 giugno 2019.
L’esposizione è curata da Giovanni Carlo Federico Villa.

«Questa mostra storica, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con molte diverse istituzioni, italiane e internazionali – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –, vede riunite per la prima volta a Milano ben diciannove opere di Antonello da Messina, proponendo al pubblico il racconto affascinante di un artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto intatto sino a noi».

In mostra, dunque, 19 opere dell’artista siciliano, su 35 che ne conta la sua autografia: a cominciare dall’”Annunciata” (1475 circa), uno dei più alti capolavori del Quattrocento italiano; le eleganti figure di “Sant’Agostino” (1472-1473), “San Girolamo” (1472-1473) e “San Gregorio Magno”(1470-1475), forse appartenenti al “Polittico dei Dottori della Chiesa”, tutti provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo; ma anche il celeberrimo “Ritratto d’uomo” (1465-1476), proveniente dalla Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù, oggetto di vari restauri e conosciuto nella tradizione locale come “Ignoto marinaio”.

Dalla National Gallery di Londra giunge a Milano un altro capolavoro, il “San Girolamo nello studio” (1474-1475); ma ricordiamo anche la “Crocifissione” (1460 circa) proveniente dal Museo nazionale Brukenthal di Sibiu in Romania; il “Ritratto di giovane” (1474) dal Philadelphia Museum of Art; la “Madonna col Bambino” (1475 circa) dalla National Gallery di Washington; il “Ritratto di giovane uomo” (1478) dal Museo statale di Berlino.

Dagli Uffizi arriva l’importantissimo Trittico che comprende la “Madonna con Bambino”, il “San Giovanni Battista” e il “San Benedetto”.
Dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia giunge il ritratto di giovane gentiluomo (“Ritratto d’uomo” 1468-1470, a lungo considerato il vero volto dell’artista): trafugato dal museo nel maggio 1970 fu recuperato sette anni dopo dal Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Dal Collegio degli Alberoni di Piacenza il celebre “Ecce Homo” (“Cristo alla colonna”) (1473-76). E ancora il “Ritratto d’uomo” (Michele Vianello?) (1475-1476) dalla Galleria Borghese di Roma, il poetico “Cristo in pietà sorretto da tre angeli” (1474-1476 circa) dal Museo Correr di Venezia, “Ritratto d’uomo” (anche detto “Ritratto Trivulzio” – 1476) dal Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino.

Il percorso espositivo si conclude con la “Madonna con il Bambino” (1480), proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello eseguita l’anno seguente la morte del padre. Jacobello faceva parte della bottega del padre e si fece carico di completare l’opera da lui cominciata, firmandosi, come offerta di devozione filiale, come il figlio di “pittore non umano”, quindi divino.

Una sezione della mostra riscostruisce le vicende della Pala di San Cassiano, testo fondamentale per la storia dell’arte italiana; mentre consacrata al mito di Antonello nell’Ottocento viene esposta la tela di Roberto VenturiGiovanni Bellini apprende i segreti della pittura a olio spiando Antonello” (1870) dalla Pinacoteca di Brera: la tela, conservata al Tribunale di Milano, è stata restaurata in occasione di questa esposizione.

La mostra ha, inoltre, una guida d’eccezione: il grande storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle (1810-1897) che, attraverso i suoi appunti e disegni, conduce il visitatore alla scoperta di Antonello da Messina. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Marciana di Venezia, sono infatti esposti in mostra 19 disegni – 7 taccuini e 12 fogli, dei quali alcuni su doppia pagina – attraverso i quali è possibile seguire la ricostruzione del primo catalogo di Antonello.

Un focus della mostra è dedicato al rapporto dell’artista con la sua città natale e alle poche tracce rimaste della sua vita.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Skira e contiene, oltre alle immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina, una “Sezione storico artistica” con i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa e Gioacchino Barbera; e con cinque testi letterari di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy. Concludono il volume gli “Apparati” con Biografia e Bibliografia ragionata.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Skira, è frutto della collaborazione fra Comune di Milano|Cultura e Regione Siciliana ed è prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre Skira. ed è curata da Giovanni Carlo Federico Villa.