Il mondo sulle spalle, un film con Giuseppe Fiorello

Il mondo sulle spalle, un film con Giuseppe Fiorello

Va in onda su Rai1 martedì 19 febbraio 2019, alle ore 21.25, “Il mondo sulle spalle”, ispirato alla storia di Enzo Muscia, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

Un racconto di un eroe di ogni giorno, di un uomo che, come tutti, sa di dover combattere una battaglia quotidiana per difendere le cose che gli stanno a cuore – il lavoro, la famiglia, il futuro – senza perdere mai la speranza e la fiducia nel domani.

A dare anima e volto al protagonista Giuseppe Fiorello, la regia è di Nicola Campiotti, una produzione Picomedia in collaborazione con Rai Fiction e IblaFilm, prodotto da Roberto Sessa.

Nel cast accanto a Fiorello, Sara Zanier, Andrea Pennacchi, Stefano Rossi Giordani, Alberto Basaluzzo, Gianluca Gobbi, Viola Sartoretto, Claudia Penoni, Gianluca Ferrato, Antonio Zavatteri, Olivia Manescalchi ed Enrico Ianniello.

Marco è uno stimato tecnico specializzato nell’assemblaggio di componenti video, è sposato con Carla e i due aspettano un bimbo. Quella che sembra una vita tranquilla ha, però, una svolta improvvisa: sua moglie ha un parto prematuro e il bambino nasce con una malformazione e, da un momento all’altro, l’uomo si trova per strada perché la multinazionale per cui lavora decide di chiudere lo stabilimento. Travolto dal destino, Marco decide di non rassegnarsi e di lottare insieme ai suoi colleghi. Quasi attingendo energia dalla battaglia disperata che suo figlio sta combattendo in ospedale, Marco si carica sulle spalle il destino suo e dei suoi compagni di lavoro; rischia in proprio il tutto per tutto; si lancia in un’impresa che solo i folli o gli eroi possono immaginare: rileva la fabbrica in prima persona, coprendosi di debiti con le banche e dando la casa in garanzia. E ce la fa. Rimette in moto la fabbrica, la porta nuovamente in attivo, comincia a riassumere i compagni che era stato costretto a lasciare a casa. Marco è un eroe civile. Perché è un uomo che ha capito che le cose che contano veramente vanno difese. Vanno protette e alimentate a costo di dedizione, sacrificio, rischio personale.

«In un’Italia in cui domina spesso il racconto del malcontento e della rassegnazione, della rabbia o della paura, la storia di Enzo Muscia mi è apparsa subito come un lampo nel buio, un raggio di luce tra le ombre del nostro complesso presente – racconta il regista Nicola Campiotti -. Quando il suo viso sorridente comparve per la prima volta sulle pagine di alcuni quotidiani, cercai subito in rete l’indirizzo della sua azienda e chiesi udienza per un breve incontro con l’allora appena nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Desideravo approfondire quel racconto, ero curioso di conoscerne i momenti di crisi e i momenti di svolta, ma soprattutto mi interessava scoprire il percorso umano ed emotivo che si nascondeva dietro al profilo pubblico e professionale di Enzo Muscia. L’incontro durò una giornata intera e mentre lui si raccontava camminando avanti e indietro tra i capannoni della sua azienda, scoprivo che dietro a questa persona disponibile e generosa, animata da una grande concretezza e una visione imprenditoriale fuori dal comune, si nascondeva una storia familiare intima e riservata che Enzo mi confidò cominciando con queste parole: “Il coraggio per fare tutto quello che ho fatto me lo ha dato mio figlio, che in bilico tra la vita e la morte… è riuscito a restare nella vita. Da quel giorno non ho più avuto paura di niente…».