Scusate Se Esisto!, un film con Paola Cortellesi e Raoul Bova

Paola Cortellesi e Raoul Bova nel film Scusate Se Esisto!

Scusate Se Esisto! è il titolo del film di Riccardo Milani, prodotto da Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, in onda su Rai3 venerdì 22 febbraio 2019, alle ore 21.20.

Nel cast del film Paola Cortellesi, Raoul Bova, Corrado Fortuna, Lunetta Savino, Marco Bocci, Ennio Fantastichini, Cesare Bocci, Stefania Rocca, Federica De Cola, Antonio D’Ausilio, Felice Farina.

Serena è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all’estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perché ama il suo paese. Nell’avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo… O così pare. Nel frattempo incontra Francesco. Bello e affascinante. Il compagno ideale. Se non fosse che a lui non piacciono le donne… O così pare. Tra Serena e Francesco nasce un rapporto intenso e diventano la coppia perfetta… Pronti a tutto pur di darsi una mano, saranno costretti a condividere segreti e inganni perché a volte, per essere davvero se stessi, è meglio fingersi qualcun altro!

«La storia di Scusate Se Esisto! è frutto di invenzione ma ha forti radici nella quotidianità. Siamo partiti da una riflessione sull’esperienza di tante persone che vanno a lavorare all’estero, con esiti positivi, e poi per qualche motivo vogliono rientrare in Italia – racconta Paola Cortellesi -. Un altro argomento che ci stava a cuore era la differenza di trattamento che c’è sempre stata tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Oggi ai vertici aziendali o istituzionali il frontman è quasi sempre una figura maschile e le donne hanno un posto secondario. La condanna ad una condizione di secondarietà è un pò una forma mentis: spesso c’è anche un freno, un sottinteso, un non detto che le donne si pongono quasi per autocensura e che le porta a rimanere nell’ombra pur avendo grandi capacità e grandi responsabilità. In un momento di forte crisi come quello attuale, a parità di competenze spesso è molto più semplice affidare uno dei pochi posti a disposizione ad un maschio, per evitare magari l’inconveniente della pausa gravidanza. Questo con ogni probabilità non avverrebbe se una donna in maternità venisse messa in condizione di lavorare bene con i servizi necessari e fosse così in grado di gestire adeguatamente entrambi i contesti (basti pensare agli asili nido nelle grandi aziende)».

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