Si accettano miracoli, su Rai1 il film di Siani

Si accettano miracoli

Si accettano miracoli” è il titolo del film di Alessandro Siani in onda mercoledì 20 marzo 2019, alle ore 21.25, su Rai1.
Il film coniuga la favola in stile disneyano con le atmosfere tipiche della nostra tradizione, dando vita a una commedia divertente e magica. In una parola “da favola”.

Fulvio (Alessandro Siani), tagliatore di teste senza scrupoli di una nota multinazionale, che dopo aver fatto piazza pulita dei rami secchi dell’azienda viene a sua volta licenziato. La sua reazione non esattamente composta gli costa cara: un mese di servizi sociali da scontare nella casa famiglia di suo fratello Don Germano (Fabio De Luigi), parroco di un piccolo borgo del sud d’Italia. Da manager consumato e scaltro qual è, Fulvio non ci mette molto a capire che per aiutare suo fratello, i bambini e il paese c’è bisogno di un vero e proprio “miracolo”. E quindi, all’insaputa di tutti, se ne inventa uno. Questa idea all’inizio sembra funzionare a meraviglia e quel borgo dimenticato da Dio si trasforma in un luogo di culto e pellegrinaggio per migliaia di devoti. Ma quando il Vaticano invierà sul posto i vescovi a fare le verifiche del caso, il piano di Fulvio comincerà a vacillare.

«Questo film è stato per me l’occasione per mettere a fuoco ancora meglio quello che mi piace – dichiara Alessandro Siani -. Con “Il principe abusivo” ho scelto di raccontare una favola comica e in quello scenario mi sono trovato bene. Per questo ho deciso di consolidarmi nel genere. Diciamo che potrei definire questo film un “fantasy-comedy”, che mette insieme gli elementi fantastici tipici delle fiabe, con gli ingredienti classici della comicità: gag, battute e situazioni comiche. L’idea di ambientare un lungometraggio in un piccolo paese di provincia ha cominciato ad attrarmi fin da quando ho girato “Benvenuti al sud”. È stato in quell’occasione che ho iniziato a riflettere sulle enormi potenzialità cinematografiche dei piccoli centri. Ho detto prima che amo raccontare delle favole, e la stessa ha bisogno di un luogo un po’ magico e fuori dal tempo che forse è difficile riprodurre all’interno delle frenetiche città in cui viviamo oggi. In un paesino sento di avere più spazio per i sentimenti e contemporaneamente una maggiore libertà espressiva: certi personaggi un po’ sopra le righe che in un contesto urbano risulterebbero fin troppo farseschi, sono invece perfettamente credibili collocati all’interno di una piccola realtà di provincia e questo, da un punto di vista comico, è una grande opportunità».

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