L’eterna Musa. L’universo femminile tra ‘800 e ‘900

Giovanni Fattori, Ritratto della cognata, 1865 ca., olio su tela, cm 68x52
Giovanni Fattori, Ritratto della cognata, 1865 ca., olio su tela, cm 68×52

Il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio presenta la mostra “L’eterna Musa. L’universo femminile tra ‘800 e ‘900“, a cura di Giuliano Matteucci.

In esposizione, dal 2 giugno al 3 novembre 2019, opere di Fattori e Lega, Induno, Favretto, Casorati e Sironi, e altri che raffigurano donne normali, di famiglia o della porta accanto. Mai dive, se non tra le mura di casa. A formare una cangiante galleria di personalità, ognuna a suo modo protagonista in una frazione di tempo e in un angolo di spazio.

In questa parata di donne ritratte o idealizzate, nessuno dei modelli prevalenti manca all’appello: l’eterna Eva si presenta di quadro in quadro in condizioni mutevoli di status e umore, angelo della famiglia o sirena ammaliatrice, popolana o borghese, lavoratrice o padrona di casa della buona società, lieta o malinconica, operosa o riflessiva. In esse si riconosce in filigrana non solo la Musa ispiratrice, ma anche gli infiniti altri prototipi stratificati nell’immaginario culturale dell’Occidente. La purissima Maria Vergine e la peccatrice Maddalena, Lia e Marta simboleggianti la vita attiva con Rachele e Maria allegorie della vita contemplativa, la carnale Venere e la materna Giunone, Salomè la seduttrice e Circe la maga.

Le donne protagoniste di questa esposizione sono fiere del loro essere, perfettamente consapevoli del loro valore, ricche di una sensualità che, proprio perché non platealmente esibita, cattura sguardo e sentimento.
Donne che oggi si potrebbero definire come “realizzate”, nonostante il loro non volersi porre al centro del palcoscenico.