mercoledì, Luglio 15, 2020
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Canova. Eterna bellezza – Mostra al Museo di Roma

Anonio Canova (1757-1822) Endimione dormiente, 1819 Gesso, 183x85x95 cm Possagno, Gypsotheca e Museo Antonio Canova 2019, Possagno (TV), Fondazione Canova onlus - Gypsotheca e Museo Antonio Canova | Archivio Fotografico interno Foto di Lino Zanesco
Anonio Canova (1757-1822) Endimione dormiente, 1819 Gesso, 183x85x95 cm Possagno, Gypsotheca e Museo Antonio Canova 2019, Possagno (TV), Fondazione Canova onlus – Gypsotheca e Museo Antonio Canova | Archivio Fotografico interno Foto di Lino Zanesco

È dedicata a Canova e al suo legame con la città di Roma la mostra che, fino al 15 marzo 2020, è aperta al pubblico al Museo di Roma in Palazzo Braschi.

L’esposizione, dal titolo “Canova. Eterna bellezza”, curata da Giuseppe Pavanello, presenta oltre 170 opere di Canova e di alcuni artisti a lui coevi.

La mostra racconta in 13 sezioni (1779: Canova a Roma; La nascita del nuovo stile tragico; Canova e la Repubblica romana; Ercole e Lica; I Pugilatori; Il teorema perfetto: Antico e Moderno a confronto; Canova e l’Accademia di San Luca; Canova, Ispettore delle Belle Arti; Canova e i busti del Pantheon; Ultime opere per Roma; Lo studio di Canova; La Danzatrice; Morte e glorificazione) l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779.

Attraverso soluzioni illuminotecniche, lungo il percorso espositivo è rievocata la calda atmosfera a lume di torcia con cui l’artista, a fine Settecento, mostrava le proprie opere agli ospiti, di notte, nell’atelier di via delle Colonnette.

Dai tesori dei Musei Capitolini a quelli dei Musei Vaticani, dalle raccolte dei Farnese e dei Ludovisi ai marmi inseriti nel contesto urbano dell’epoca, furono tantissime le opere che l’artista studiò minuziosamente, rendendole testimoni e protagoniste del suo stretto rapporto con la città.

In mostra si ripercorrono gli itinerari compiuti dallo scultore alla scoperta di Roma, sin dal suo primo soggiorno. Sorprendenti, ad esempio, le sue parole di ammirazione nei confronti del gruppo di Apollo e Dafne di Bernini, visto a Villa Borghese, e riportate nei suoi Quaderni di viaggio. È, inoltre, possibile approfondire, attraverso la presentazione di disegni, bozzetti, modellini e gessi, anche di grande formato, il lavoro dell’artista per i grandi Monumenti funerari di Clemente XIV e di Clemente XIII, e per il Monumento agli ultimi Stuart; spicca tra essi.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, è prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

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