giovedì, Ottobre 22, 2020
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Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento – Mostra a Firenze

Giovannino de’ Dolci, attr. (1435 circa – 1485 circa), Lacunare con stemma di papa Paolo II Barbo, 1466-1467, legno di castagno intagliato e dipinto, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma
Giovannino de’ Dolci, attr. (1435 circa – 1485 circa), Lacunare con stemma di papa Paolo II Barbo, 1466-1467, legno di castagno intagliato e dipinto, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma

È dedicata al soffitto, singolo elemento architettonico, la mostra che fino all’ 8 marzo 2020 è aperta al pubblico alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Oltre trenta opere esposte tra disegni tecnici, di ornato e di figura, dipinti e altri manufatti preziosi e poco conosciuti che raccontano lo splendore dei soffitti lignei nel Rinascimento e come, per la loro realizzazione, pittura e scultura fossero strettamente connesse all’architettura.

In mostra un lacunare ligneo di età romana che conserva ancora tracce di colore, scoperto recentemente a Ercolano.

Il mondo antico, modello delle arti nel Rinascimento, è rappresentato dai disegni di artisti, prevalentemente toscani (Giovanni da Udine e Zuccari, e degli architetti Sangallo e Dosio), che ritraggono gli spartimenti a stucco e pittura degli ambienti della Domus Aurea e di altri monumenti classici a Roma, a Tivoli e a Baia.

Il Rinascimento nei soffitti si annuncia in mostra con i colori e gli ornati classici di un maestoso lacunare quattrocentesco in castagno (2 metri per 2 metri), appositamente restaurato per l’esposizione, intagliato dal fiorentino Giovannino de’ Dolci per il Salone del mappamondo di palazzo Venezia, su incarico del papa veneziano Paolo II Barbo le cui insegne sono scolpite al centro del lacunare.

Il progetto di Michelangelo per la Biblioteca Laurenziana evidenzia come la struttura geometrica dei soffitti a lacunari chiuda e completi la scatola prospettica dello spazio, gusto rinascimentale che ribadiscono Baldassarre Peruzzi nel modello cartaceo per il rinnovamento di San Domenico a Siena e Vasari nel progetto per il Salone dei Cinquecento.

Raffinati accordi geometrici trionfano anche nella volta della Sala Regia in Vaticano di Antonio da Sangallo il Giovane.

Questo disegno custodito agli Uffizi (formato da due fogli congiunti che compongono la proiezione ortogonale della maestosa volta) forniva agli artigiani le modalità costruttive per la combinazione di astroidi, ovati e ottagoni.

I soffitti a lacunari si diffusero in Europa nel XVI secolo attraverso disegni e incisioni. Un ruolo chiave in tal senso lo svolsero le tavole incise su legno del Quarto Libro d’architettura di Sebastiano Serlio (1537).

I “cieli” a lacunari decorati sono oggi in disuso, la loro estraneità alle volumetrie delle architetture contemporanee li colloca in una dimensione storica superata, in un passato monumentale sontuoso quanto inattuale.
In mostra due rari esemplari contemporanei: Wu Yuren con il lacunare “impossibile” The Truth is Concret (2015) e Claudio Parmiggiani con l’evanescente impronta del volo di farfalle (2015) ideata per Villa Medici a Roma.

La mostra “I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento” è a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco.

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