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Attila di Verdi su Rai5

Fabio Sartori nel ruolo di Foresto nell'"Attila" di Verdi al Teatro alla Scala  © Teatro alla Scala
Fabio Sartori nel ruolo di Foresto nell'”Attila” di Verdi al Teatro alla Scala © Teatro alla Scala

Attila, dramma lirico in un prologo e tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera e Francesco Maria Piave, ha inaugurato la Stagione d’Opera 2018/2019 del Teatro alla Scala.
Lo spettacolo viene riproposto da Rai Cultura mercoledì 15 aprile 2020 su Rai5 in prima serata.

Sul podio il Direttore musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly. L’allestimento è affidato a Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha collaborato con il Maestro Chailly per Don Pasquale di Donizetti. Con lui la squadra formata da Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-WOK e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi.

In scena Ildar Abdrazakov, al suo terzo 7 dicembre, veste i panni del protagonista; Saioa Hernández, che invece debutta alla Scala, è Odabella; Fabio Sartori è Foresto e George Petean Ezio. Francesco Pittari e Gianluca Buratto rivestono i ruoli brevi ma non secondari di Uldino e Papa Leone.

Il Coro e l’Orchestra sono del Teatro alla Scala. Partecipa anche il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala. Maestro del Coro e del Coro di Voci Bianche è Bruno Casoni.

L’opera viene presentata nell’edizione critica curata nel 2012 da Helen Greenwald per University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano.

La regia televisiva è di Patrizia Carmine.

Attila – L’opera

Nona opera di Giuseppe Verdi, Attila va in scena al Teatro la Fenice di Venezia il 17 marzo 1846.
L’opera si colloca in un punto nodale dello sviluppo di un Verdi che aveva già alle spalle opere come Nabucco o Ernani e si preparava a debuttare sulla scena europea.

Fonte del libretto è la tragedia Attila, König der Hunnen (1809) di Zacharias Werner. Verdi, venutone a conoscenza attraverso le citazioni contenute in De l’Allemagne di Madame de Staël, incarica dapprima Francesco Maria Piave e quindi Temistocle Solera di trarne un libretto, che però non lo soddisfa: inoltre Solera tarda a consegnare la versione definitiva. Verdi richiama allora il Piave che rivede tutti i versi e stende per intero l’ultimo atto.

Attila rappresenta un punto nodale anche per quanto riguarda il coinvolgimento diretto del compositore nelle scelte riguardanti l’allestimento. Verdi indicò l’inserimento di particolari effetti di luce in corrispondenza della scena della tempesta e sorgere del sole nel Prologo e dedicò particolare attenzione alle grandi scene di massa, forse anche in vista di una possibile ripresa di Attila all’Opéra di Parigi.

Alla prima assoluta, a Venezia, seguirono riprese a Trieste e a Milano, dove il 26 dicembre 1846 aprì la Stagione di Carnevale. L’entusiasmo del pubblico garantì ben 31 rappresentazioni e il ritorno tre anni più tardi in un nuovo allestimento, sempre per l’inaugurazione, che si inseriva in un clima accesamente patriottico dopo l’abdicazione di Carlo Alberto a Novara e la resa di Venezia all’assedio austriaco.

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