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La gazza ladra di Rossini su Rai5

"La gazza ladra" di Rossini  al Teatro alla Scala di Milano - Foto Brescia-Amisano © Teatro alla Scala
“La gazza ladra” di Rossini al Teatro alla Scala di Milano – Foto Brescia-Amisano © Teatro alla Scala

La gazza ladra di Gioachino Rossini fu presentata con grande successo al Teatro alla Scala di Milano il 31 maggio 1817.
A distanza di duecento anni dalla prima, nel 2017 La gazza ladra è tornata alla Scala in un nuovo allestimento.
Lo spettacolo, ripreso dalle telecamere della Rai, viene riproposto giovedì 16 aprile 2020 alle ore 10.00 su Rai5.

Sul podio il Maestro Riccardo Chailly, Direttore musicale del Teatro alla Scala.
La regia è del Premio Oscar Gabriele Salvatores. Le scene e i costumi sono di Gian Maurizio Fercioni, le luci di Marco Filibeck, i Movimenti coreografici di Emanuela Tagliavia.
Marionette, costumi e animazione sono a cura della Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli.

Per quanto riguarda il cast, Chailly ha riunito intorno a Michele Pertusi, nel ruolo di Gottardo, alcune tra le migliori voci della nuova generazione rossiniana: Rosa Feola (Ninetta), Edgardo Rocha (Giannetto), Paolo Bordogna (Fabrizio Vingradito), Alex Esposito (Fernando Villabella), Serena Malfi (Pippo) e Teresa Iervolino (Lucia).

Il Coro e l‘Orchestra sono del Teatro alla Scala, Maestro del Coro è Bruno Casoni.

La gazza ladra – L’opera

La gazza ladra nasce dalla volontà di Gioachino Rossini, dopo gli anni napoletani, di riconquistare il favore dei milanesi con un lavoro di grande effetto musicale e drammatico, innovativo fin dalla celebre ouverture aperta da due rulli di tamburi militari. Un suono inedito, che scandalizzò i musicisti dell’orchestra e che preludeva a un racconto in cui le parti comiche cedevano il passo a una vicenda di drammatico realismo: la storia vera di una giovane domestica condannata a morte per il furto di una posata.

Il libretto di Giovanni Gherardini è tratto dal “mélodrame historique” La pie voleuse ou La servante de Palaiseau di Louis-Charles Caigniez e Théodore Baudouin d’Aubigny (1815), a sua volta ispirato dalla tradizione parigina di celebrare ogni anno nella chiesa di Saint-Jean-en-Grève una “Messe de la Pie” in espiazione dell’errore dei giudici del sobborgo di Palaiseau che avevano fatto giustiziare una cameriera per la scomparsa di alcune forchette poi ritrovate nel nido di una gazza.

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