HomeMostre ed Eventi“Klimt. La Secessione e l’Italia” - Mostra a Roma

“Klimt. La Secessione e l’Italia” – Mostra a Roma

Gustav Klimt, Ragazza nel verde, 1896 circa Olio su tela, 32,4x24 cm Klimt Foundation, Vienna © Klimt Foundation, Vienna
Gustav Klimt, Ragazza nel verde, 1896 circa Olio su tela, 32,4×24 cm Klimt Foundation, Vienna © Klimt Foundation, Vienna

Per celebrare la vita e l’arte di Gustav Klimt, il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita la mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia”.
L’esposizione, aperta al pubblico dal 27 ottobre 2021 al 27 marzo 2022, ripercorre le tappe del percorso artistico di Gustav Klimt, ne sottolinea il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi.

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Klimt e gli artisti della sua cerchia sono rappresentati da dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture, prestati dal Museo Belvedere di Vienna e dalla Klimt Foundation, tra i più importanti musei al mondo a custodire l’eredità artistica klimtiana, e da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.

La mostra propone al pubblico opere iconiche di Klimt come la famosa Giuditta I (1901), Signora in bianco (1917-18), Amiche I (Le Sorelle) (1907) e Amalie Zuckerkandl (1917-18).
Sono stati anche concessi prestiti del tutto eccezionali, come La sposa (1917-18) e Ritratto di Signora (1916-17). Fanno da cornice a questi grandi lavori del maestro austriaco e contribuiscono al racconto del periodo della Secessione viennese anche dipinti e sculture del Museo Belvedere, firmati da altri artisti, quali Josef Hoffmann, Koloman Moser, Carl Moll, Johann Victor Krämer, Josef Maria Auchentaller, Wilhelm List, Franz von Matsch e molti altri.

Cartoline autografe documentano in mostra i viaggi in Italia di Klimt, che visitò Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna, Roma e il lago di Garda. Questi viaggi furono importanti per l’evolversi della sua ricerca creativa e ne accrebbero l’influsso sugli artisti italiani. Per questo al Museo di Roma a Palazzo Braschi le opere di Klimt vengono messe a confronto con quelle di artisti italiani come Galileo Chini, Giovanni Prini, Enrico Lionne, Camillo Innocenti, Arturo Noci, Ercole Drei, Vittorio Zecchin e Felice Casorati, che, recependo la portata innovativa del linguaggio klimtiano, dettero vita con diverse sensibilità e declinazioni alle esposizioni di Ca’ Pesaro e della Secessione romana.

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Klimt. La Secessione e l’Italia” è una mostra promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta da Arthemisia che ne ha curato anche l’organizzazione con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Belvedere Museum e in cooperazione con Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali, e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna.

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