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Artiste a Roma nella prima metà del Novecento

Benedetta Cappa Marinetti, Roma 1897 – Venezia 1977, Velocità di motoscafo, 1922, olio su tela, cm81x119,3. Roma, Galleria d'Arte Moderna
Benedetta Cappa Marinetti, Roma 1897 – Venezia 1977, Velocità di motoscafo, 1922, olio su tela, cm81x119,3. Roma, Galleria d’Arte Moderna

A Roma, al Casino dei Principi di Villa Torlonia, dal 14 giugno al 6 ottobre 2024 resterà aperta al pubblico la mostra “Artiste a Roma. Percorsi tra Secessione, Futurismo e Ritorno all’ordine”.

L’esposizione, a cura di Federica Pirani, Annapaola Agati, Antonia Rita Arconti e Giulia Tulino, attraverso una selezione di circa 100 opere, tra dipinti, sculture e fotografie, documenta l’impegno artistico di molte pittrici e scultrici attive nella vita culturale capitolina nella prima metà del Novecento, esponenti di quelle avanguardie e di quei movimenti che, dal Futurismo all’Espressionismo, hanno attraversato gli anni del Ventennio fino al secondo dopoguerra.

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Tra le artiste italiane e internazionali presenti in mostra figurano i nomi di Evangelina Alciati, Teresa Berring, Wanda Biagini, Edita Broglio, Benedetta Cappa Marinetti, Ghitta Carell, Katy Castellucci, Leonetta Cecchi Pieraccini, Angela Cuneo Jacoangeli, Deiva De Angelis, Emilia De Divitiis, Maria Grandinetti Mancuso, Bice Lazzari, Pasquarosa Marcelli Bertoletti, Costanza Mennyey, Vittoria Morelli, Marisa Mori, Adriana Pincherle, Milena Pavlovic Barilli, Eva Quajotto, Mimì Quilici Buzzacchi, Antonietta Raphaël, Virginia Tomescu Scrocco, Maria Immacolata Zaffuto, Emilia Zampetti Nava, Rouzena Zatkova.

L’esposizione è articolata in sei sezioni: Tra Simbolismo e Secessione; Attraverso il Futurismo; L’eredità del colore; Linguaggi del quotidiano tra Metafisica e Ritorno all’ordine; Altri realismi; Nello sguardo di Ghitta Carell.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da De Luca Editori d’Arte, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Dipartimento SARAS (Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo), e con Zètema Progetto Cultura.

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