HomeFotografiaA Genova una mostra dedicata ad Art Kane

A Genova una mostra dedicata ad Art Kane

Art Kane - Harlem 1958
Art Kane – Harlem 1958

L’immagine più nota di Art Kane (1925-1995) resta sicuramente Harlem 1958, una foto ormai divenuta iconica. Essa nacque in modo curioso. La rivista “Esquire” aveva in cantiere un numero speciale sulla musica nera americana. Kane, allora art editor della rivista, nonché sassofonista e fotografo per puro diletto, decise di radunare a New York, nel quartiere di Harlem, 57 giganti del jazz, da Charles Mingus a Lester Young, da Dizzy Gillespie a Thelonious Monk, e immortalarli tutti assieme sul marciapiede della 126a Strada. La foto che ne venne fuori, un ritratto collettivo, esprimeva appieno il senso di comunità e vitalità che animava all’epoca la scena musicale afroamericana. Era il 12 agosto 1958.

Quel giorno Kane realizzò numerosi altri scatti che riprendevano i musicisti singolarmente o a piccoli gruppi; scatti rimasti a lungo inediti e ora esposti a Genova, a Palazzo della Meridiana (la retrospettiva “Art Kane. Visionary“, aperta fino al 15 febbraio 2026, è a cura di Guido Harari e Jonathan Kane).

Harlem 1958 segnò la vita e il destino di Kane. Da quel momento egli volle fare della fotografia la sua attività professionale esclusiva. In breve sarebbe diventato un maestro delle immagini.

Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, adottando un approccio decisamente innovativo, che reinventava le consuetudini della ritrattistica fotografica, Kane ritrarrà i nomi più famosi del rock americano e inglese (la musica era rimasta uno dei suoi interessi preminenti). Davanti al suo obiettivo sfileranno star come i Who (che egli riprende mentre sonnecchiano distesi su un marciapiedi di New York, la bandiera inglese a fare da coperta), Bob Dylan, i Rolling Stones, i Doors, i Jefferson Airplane, i Cream, Frank Zappa, Janis Joplin… Accanto ai miti del rock, quelli del jazz: Louis Armstrong, Duke Ellington, Aretha Franklin

Kane non si dedicò soltanto alle celebrità musicali. Lavorò anche nel settore della moda e della pubblicità, mettendo in campo il proprio esuberante estro visionario. Realizzò reportage di viaggi per grandi riviste illustrate. Si misurò con il nudo artistico (Lay, Ledy, Lay, 1970, ispirata a una canzone di Dylan). Alcune sue immagini sono entrate a far parte delle collezioni permanenti del MoMA e del Metropolitan Museum of Art di New York.

La mostra di Genova, nel dare conto dei diversi ambiti affrontati da Kane nel corso della sua carriera, riserva largo spazio ai suoi reportage fotografici sui temi sociali. Una carrellata di immagini ci parla della lotta dei neri americani per i diritti civili (Apartheid, 1965; la serie Songs of Freedom, 1965), del dramma del conflitto vietnamita (Veterano della guerra del Vietnam, 1971), dell’incubo nucleare (la serie Hiroshima), del degrado ambientale (la serie The Waters of Venice, 1969). Sono scatti che descrivono in forma viva e critica la società negli ultimi decenni del XX secolo; foto che diventano diario visivo di una realtà incandescente. Ed è in queste foto che emerge, soprattutto, la cifra distintiva dell’artista: le sue modalità visionarie e innovative (le immagini ottenute attraverso la sovrapposizione di due o più diapositive, l’utilizzo ardito del grandangolo, i colori saturati al massimo grado) e il suo sguardo spiazzante e provocatorio, in cui si mescolano umorismo e pungente sarcasmo.

Nicola Rossello

MOSTRE

Copertina libro
"Il bambino che rientra dalle vacanze. Infanzia e felicità" - Il nuovo libro di Raffaele Mantegazza
spot_img
La Sapienza Università di Roma - Foto di Diego Pirozzolo
Fondazione Roma Sapienza, “Arte in luce” XI edizione

CINEMA

TELEVISIONE

MUSICA

LIBRI

Advertisement

Acquista su AMAZON

Libri

Musica

Abbigliamento

Elettronica

Giardino e Giardinaggio

In qualità di Affiliato Amazon Bit Culturali riceve un guadagno dagli acquisti idonei