HomeMostre ed EventiBotticelli a Pisa. Due opere dal Museo Jacquemart-André di Parigi

Botticelli a Pisa. Due opere dal Museo Jacquemart-André di Parigi

‘Madonna col bambino’, Sandro Botticelli (1470 ca), Museo Jacquemart-André, Parigi
‘Madonna col bambino’, Sandro Botticelli (1470 ca), Museo Jacquemart-André, Parigi

Nel 1474 Sandro Botticelli fu chiamato a Pisa per eseguire alcuni lavori di decorazione pittorica in Duomo, nella Cappella dell’Incoronata, lavori che non furono mai completati e di cui oggi non resta più alcuna traccia. Il soggiorno nella città toscana consentì all’artista fiorentino di studiare da presso le sculture del celebre Pulpito di Giovanni Pisano, da cui avrebbe tratto ispirazione negli anni a venire.

A quattro secoli e mezzo da quel passaggio, Botticelli torna oggi temporaneamente a Pisa con due dipinti provenienti dal Museo Jacquemart-André di Parigi e ospitati sino al 15 febbraio 2026 a Palazzo Blu: la Madonna col Bambino e La fuga in Egitto. Nei mesi scorsi Palazzo Blu aveva concesso in prestito due suoi quadri, Clio, Musa della storia di Artemisia Gentileschi e Ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet, in occasione della rassegna “Artemisia eroina dell’arte” che si era tenuta nelle sale del museo francese. Ora quest’ultimo ricambia il favore.

I due dipinti in questione, di argomento religioso e devozionale, non sono tra le composizioni più note di Botticelli. Anche per questo, meritano una particolare attenzione.

Botticelli – Madonna col Bambino

La Madonna col Bambino, realizzata all’incirca nel 1470, e dunque collocabile nella prima fase dell’arte botticelliana, affronta un soggetto particolare, quello della cosiddetta Madonna del davanzale, ideato a suo tempo dal Verrocchio e ripreso in seguito da altri artisti (Perugino, Pinturicchio, Ghirlandaio…). Maria – il capo leggermente inclinato verso destra; sul suo volto la malinconica e aristocratica dolcezza che sarà poi delle più celebri figure femminili di Botticelli – sostiene con la mano il piccolo Gesù benedicente, che è in piedi su un davanzale.

L’opera esibisce già alcuni elementi caratterizzanti la pittura del maestro fiorentino: la fluidità della linea, il tono intimo e solenne, il ritmo trattenuto, il colorito brillante, la morbidezza del modellato.

Botticelli – La fuga in Egitto

‘La fuga in Egitto’, Sandro Botticelli, (1495 – 1500), Museo Jacquemart-André, Parigi
‘La fuga in Egitto’, Sandro Botticelli, (1495 – 1500), Museo Jacquemart-André, Parigi

La fuga in Egitto è una tempera su tela (in origine era su tavola) eseguita tra il 1495 e il 1500, dopo il fondamentale soggiorno a Roma dell’artista. Si tratta di una composizione originale anche dal punto di vista iconografico. Maria non è raffigurata, come da tradizione, in groppa all’asina, ma a piedi, accanto all’animale, con il Bambino tra le braccia. Dietro di loro, c’è San Giuseppe. Il dipinto è stato interpretato come una raffigurazione del ritorno dall’Egitto, un soggetto decisamente insolito nella pittura del tempo, attestato però in opere di ambito bizantino.

In passato l’attribuzione a Botticelli era stata messa in discussione. Oggi si è concordi nell’assegnare al maestro fiorentino l’impianto generale del dipinto e le sue parti di maggiore qualità. Nella figura di San Giuseppe si è voluto cogliere, invece, la mano e l’intervento della bottega.

È una composizione in cui si avverte una sorta di pathos rattenuto (si pensi alla vicinanza dei volti, percorsi da una nota di mestizia sommessa, della Vergine e del Bambino; quest’ultimo, sollevando le manine verso la Madre, sembra volerla confortare): un’eco, forse, del clima di tensione che attraversava in quel momento la città di Firenze. Gli anni – ricordiamolo – erano quelli successivi alla morte di Savonarola. (Si discute ancora sulla presunta adesione di Botticelli al partito dei Piagnoni, e su quanto le prediche del frate ferrarese abbiano potuto incidere sulla produzione più tarda dell’artista).

Nicola Rossello

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