È dedicata a Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese recentemente scomparso, la mostra in programma a Palazzo Velli a Roma dal 12 febbraio al 5 luglio 2026.
L’esposizione propone oltre 80 opere, tra cui dieci olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista del Sunday Times le cui creazioni sono presenti alla National Portrait Gallery di Londra, e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica.
Nato nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia legata all’estrazione del carbone, Jack Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, inizia a lavorare precocemente, fin dai dieci anni, per contribuire alle finanze familiari, e a 16 anni lascia la scuola per impiegarsi come apprendista tecnico minerario.
Solo a ventun anni comincia a dipingere da autodidatta, dopo aver ricevuto un set di pennelli e acquerelli in regalo per il suo compleanno. Quasi quindici anni più tardi, nel 1988, riesce a esporre in un ambiente artistico professionale, alla Royal Scottish Academy a Edimburgo; durante questa sua mostra d’esordio, nel primo giorno di apertura, entrambi i suoi dipinti sono venduti.
Trasferitosi a Edimburgo, assume il nome d’arte Vettriano, mutuato dal cognome della madre, figlia di un emigrante italiano della provincia di Frosinone.
Nel 2004, la Regina Elisabetta II lo ha insignito dell’onorificenza OBE (Ordine dell’Impero Britannico) per i servizi alle arti visive.
La mostra, curata da Francesca Bogliolo, è organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing.




