HomeMostre ed Eventi"Le filatrici" di Luigi Bocca alla Società Economica di Chiavari

“Le filatrici” di Luigi Bocca alla Società Economica di Chiavari

Luigi Bocca, Le filatrici, olio su tela, 1906
Luigi Bocca, Le filatrici, olio su tela, 1906

Insieme a Per tua dote, Le filatrici è forse il dipinto di ispirazione verista più noto e convincente di Luigi Bocca (Vigevano 1872 – 1930). Per tua dote, 1898, oggi alla Pinacoteca Civica di Vigevano, descrive un rustico interno in cui una donna non più giovane va insaccando le piume che serviranno a confezionare cuscini e materassi per la dote della figlia. Quest’ultima, una bella giovinetta, osserva seduta in silenzio, con una mano sul mento. A fare da modelle, ci sono la madre e la sorella dell’artista (buona parte della produzione di Bocca è legata al tema degli affetti familiari: numerosi i suoi ritratti dei genitori e dei figli).

Le filatrici (a cui la Società Economica di Chiavari dedica fino al 26 febbraio 2026 un focus nella sua sede di via Ravaschieri) è un olio su tela del 1906 di dimensioni considerevoli (130×220) e di intonazione umanista. Il soggetto pare tratto da una pagina di narrazione dal vero. Bocca ritrae qui un gruppo di cinque operaie in un ambiente modesto (la nuda parete di un muro, un pavimento in terra battuta), mentre sono intente al loro lavoro. Una di esse, la prima seduta sulla sinistra in primo piano, è raffigurata di spalle. Un ampio fazzoletto le copre il capo. Le altre quattro, esse pure sedute, sono inquadrate una dietro l’altra. L’ultima volge lo sguardo verso la compagna allato, forse per dirle qualcosa.

L’umile scena di vita quotidiana è risolta attraverso la messa in risalto delle figure. La composizione è calata in una tonalità terrosa, priva di bruschi scarti cromatici, quasi monocroma. La stesura è densa, priva di leziosità. L’atmosfera austera che si respira richiama alla memoria la scuola ligure dei “grigi”, ma anche la tradizione del naturalismo lombardo del Settecento, quello del Pitocchetto, per intenderci, filtrata attraverso la poetica verista di fine Ottocento.

Di umili origini (era figlio di un falegname), dopo essersi formato all’Accademia di Brera, Bocca lavorò come decoratore e frescante in vari palazzi privati e chiese della Lomellina. Assieme a Casimiro Ottone, curò l’ampio restauro degli affreschi sforzeschi della Piazza Ducale di Vigevano. Ma oggi la sua fama e i suoi traguardi artistici più alti sono legati soprattutto alla produzione di cavalletto: ai ritratti, in particolare: tele eseguite con sobria misura ed eleganza, prive di ogni affettazione accademica, ma vive e naturali, capaci di rendere la personalità, il carattere individuale dell’effigiato. Si pensi al ritratto di Virginia Cima in Losa, del 1901, eseguito sulla scorta di una fotografia della donna, morta alcuni anni prima; o a quello del vescovo Berruti, oggi conservato al Seminario di Vigevano; o a quello del capitano Guido Fossati. O, ancora, al Ritratto del dottor Riccardo Rocca, databile intorno al 1913. Rocca, che fu più volte sindaco di Chiavari e presidente della Società Economica (dove il quadro è oggi custodito, assieme ai ritratti della Signora Anna Rocca e de Il bersagliere Rocca), è raffigurato a mezzo busto, il pince-nez a serrargli il sommo del naso, un sigaro tra le dita, la catena dell’orologio tesa tra un taschino e l’altro del panciotto. Lo sguardo rivolto verso il riguardante e la posa restituiscono l’immagine di un uomo di presenza, imponente, dall’aria saggia, grave, severa.

Accanto alla ritrattistica borghese e alle scene di interni popolari con figure, la produzione di Bocca spazia dai paesaggi alle nature morte, ai bozzetti preparatori per le imprese decorative. Fatta eccezione per talune incursioni nel genere allegorico (Allegoria dei fini societari, 1914-1915, della Società Economica, dove la severa invenzione classicista si associa a una levigatezza formale purista, quasi ingresiana), sono tutte opere ancorate alla poetica del vero, che fanno di Bocca uno dei più significativi esponenti della pittura tardonaturalista del suo tempo.

Nicola Rossello

MOSTRE

Riapre Il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna

“Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti” – Mostra a Roma

“Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti”
spot_img
La Sapienza Università di Roma - Foto di Diego Pirozzolo
Fondazione Roma Sapienza, “Arte in luce” XI edizione

CINEMA

TELEVISIONE

LIBRI

Advertisement

Acquista su AMAZON

Libri

Musica

Abbigliamento

Elettronica

Giardino e Giardinaggio

In qualità di Affiliato Amazon Bit Culturali riceve un guadagno dagli acquisti idonei