
A Brescia a Palazzo Martinengo fino al 14 giugno 2026 è aperta al pubblico la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, a cura di Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari.
L’esposizione si focalizza sui primi quindici anni del Novecento, quando nuovi linguaggi e inedite sensibilità si impongono nel panorama culturale europeo e italiano, influenzando la pittura, la scultura, la grafica pubblicitaria, la moda, la fotografia e le arti applicate.
In esposizione capolavori provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni museali quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine.
Il percorso espositivo è articolato in otto sezioni tematiche e approfondisce alcuni motivi chiave del Liberty.
Tra questi, centrale è il tema della figura femminile, che diventa allegoria della modernità stessa, così come si ritrova nei dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Camillo Innocenti, Enrico Lionne, Arturo Noci, Umberto Coromaldi, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Mario Reviglione, Cesare Tallone e altri ancora, e nelle sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi, Raffaello Romanelli e Libero Andreotti.
La rassegna si indirizza, inoltre, verso ambiti che costruirono la cultura visiva di quel periodo, mettendo le basi per le evoluzioni successive. È il caso del cinema, con spezzoni di film come Ma l’amor mio non muore! (1913) o Marcia nuziale (1915) .
L’itinerario all’interno del Liberty tocca altri aspetti, come quello della fotografia, con scatti originali di Mario Nunes Vais, Emilio Sommariva, Guido Rey, Gustavo Bonaventura, della Principessa Anna Maria Borghese. O come quello della moda, specchio di una società in trasformazione, che attraverso l’abito mette in mostra sé stessa, ma che allora era anche in stretto dialogo con altre esperienze creative e artistiche; per l’occasione viene esposta una selezione di abiti femminili realizzati negli atelier più famosi dell’epoca.
La mostra, quindi, esplora altri territori, come quello della pubblicità, con affiche che promuovevano grandi magazzini di moda, liquori, giornali, spettacoli teatrali e località turistiche, disegnate da artisti come Giovanni Battista Carpanetto, Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Aleardo Terzi, Achille Luciano Mauzan, e delle arti applicate, con le raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura, nate dalle geniali mani di Galileo Chini, e con i preziosi arredi, creati dall’ebanista milanese Eugenio Quarti.
La mostra, accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, è organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi.



