HomeMostre ed EventiA Spoleto la mostra “Dario Fo pittore. Le macchine teatrali”

A Spoleto la mostra “Dario Fo pittore. Le macchine teatrali”

Dario Fo pittore: le macchine teatrali, Rocca Albornoz, Spoleto
Dario Fo pittore: le macchine teatrali, Rocca Albornoz, Spoleto

Alla Rocca AlbornozMuseo Nazionale del Ducato di Spoleto fino al 25 aprile 2027 è allestita la mostra “Dario Fo pittore. Le macchine teatrali”, a cura di Stefano Bertea e Mattea Fo.

L’esposizione si inserisce nell’ambito delle Celebrazioni per il Centenario di Dario Fo e del programma del Festival dei Due Mondi: proprio a Spoleto, infatti, nel 1999, Fo debuttò con Lu Santo Jullare Francesco.

La pittura di Dario Fo non ha mai vissuto separata dalla scena. Fondali dipinti, sagome carrellate, arazzi scenografici, bozzetti e opere pittoriche. Tutto prende vita insieme al testo, dentro lo stesso processo creativo. Questa mostra racconta proprio quel processo: la “macchina teatrale” di Fo – il sistema di immagini, materiali e invenzioni visive che trasforma un’idea in spettacolo, filo conduttore dell’intero percorso.

Le opere esposte appartengono a quattro grandi produzioni teatrali: Isabella, tre caravelle e un cacciaballe (1963), Mamma! I Sanculotti! (1993), Lu Santo Jullare Francesco (1999), La figlia del Papa (2014). Attraverso questi lavori, che coprono oltre cinquant’anni di attività, la mostra restituisce l’evoluzione di Fo nell’uso delle macchine teatrali come espedienti narrativi: dagli arazzi scenografici degli anni Sessanta ai grandi fondali dipinti prendendo ispirazione dai canovacci illustrati dei cantastorie del Medioevo, fino alle sagome carrellate degli ultimi spettacoli.

Per Dario Fo la macchina che precede tutto è il disegno, un sistema in cui pittura e regia non sono due momenti separati ma un unico atto progettuale. Il fondale non è progettato come sfondo, ma è co-protagonista. Le sagome non decorano ma definiscono lo spazio dell’azione e danno volto e forma ai personaggi. Le opere in mostra non sono illustrazioni di spettacoli passati. Sono le macchine stesse: congegni visivi ancora capaci di mettere in moto l’immaginazione dello spettatore.

La mostra è organizzata e prodotta dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali e dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria, dalla Regione Umbria, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto, dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto-Adige e l’Archivio di Stato di Verona.

Mostre

Mostra di Bertozzi e Casoni a Genova

Formatisi a Faenza, Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni hanno lavorato assieme per oltre quarant’anni sulla tecnica della ceramica policroma, dando vita a...
La Sapienza Università di Roma - Foto di Diego Pirozzolo
Fondazione Roma Sapienza, “Arte in luce” XI edizione

CINEMA

TELEVISIONE