Fondate entrambe a Torino, una nel 2012, l’altra nel 2019, “Galleria Caracol” e “Illustration” riuniscono alcuni tra i più apprezzati illustratori italiani attivi nel campo dell’editoria e della pubblicità. La mostra collettiva “Oltre mare”, che si tiene sino al 9 agosto 2026 a Chiavari alla Galleria G. F. Grasso, curata da Laura Olivieri con la collaborazione di Federico Cano Correa e Roberto Balocco, presenta una cinquantina di lavori di 25 diversi artisti.
Il tema del mare, su cui questi ultimi sono stati chiamati a esprimersi, è stato declinato nelle forme più svariate. Da un lato, abbiamo le tradizionali vedute balneari o paesaggistiche debitrici, nella loro cristallina eleganza e vivace freschezza, della gloriosa cartellonistica pubblicitaria della prima metà del Novecento. Spiccano, tra le altre, Portofino di Emiliano Ponzi, utilizzata come immagine promozionale della rassegna, e, sempre di Ponzi, Salento e Salina; Scilla di Marta Fior; Chiavari di Riccardo Guasco, omaggio alla città che ospita l’esposizione; Vue sur mer di Andrea Serio, con un ragazzetto che da una scogliera contempla il paesaggio marino; Sospesa di Sara Zollo, che inquadra dall’alto una barca tra due alberi, mentre la linea dell’orizzonte si perde in lontananza.
Accanto ai paesaggi costieri, andrà segnalato un gruppo di invenzioni compositive di lontana memoria surrealista, illustrazioni in cui prevale una vena visionaria, giocata su accostamenti inattesi, angolature spaziali incongrue, proporzioni e prospettive antinaturalistiche.
In Confort zone di Davide Bonazzi un nuotatore supera i limiti della piscina in cui sta gareggiando per ritrovarsi in mare aperto, come in un episodio della serie Ai confini della realtà. Sempre Bonazzi con Summer in the city metaformizza un caseggiato a più piani in un fresco ghiacciolo. In Diving di Andrea De Santis una tuffatrice sta per lanciarsi da un trampolino in una minuscola piscina che si rivela poi essere un libro aperto, con tanto di salvagente appeso alla pagina appena letta. Angelo Ruta con Meta raffigura una tartarughina che arranca faticosamente sulla sabbia verso la battigia, mentre su di essa incombe sinistra e minacciosa l’ombra di un gigantesco uccello. In Estate Isabella Conti delinea un paesaggio sabbioso, abitato unicamente da una piccola figura femminile, e lo fa ricorrendo a campiture di colore uniforme.
Al di là delle differenze di approccio e di stile, ad accomunare i disegni esposti alla Galleria G. F. Grasso è proprio l’uso libero e abbagliante del colore. Comune a tanti lavori è pure il segno grafico nitido, pulito, l’accentuata semplificazione delle forme, la fermezza nel delineare i contorni di figure e ambienti. Ma sono i colori in particolare – limpidi, squillanti, luminosi, stesi in larghe campiture – a trasmettere all’osservatore il respiro gioioso e festoso della stagione estiva, la variopinta atmosfera dei paesaggi vacanzieri fatti di spiagge inondate dal sole, stabilimenti balneari, onde che si infrangono sulla battigia: paesaggi che emanano odore di mare.
Nicola Rossello


