Educare significa avere a che fare con il tempo. O meglio con i tempi, con le tante dimensioni temporali che si incrociano nelle nostre vite. Questo libro colloca l’educazione all’incrocio tra diverse tipologie di tempo: da quello dei calendari e degli orologi, che a un certo punto, in dimensioni cosmiche, smette di essere misurabile; a quello dello sviluppo dell’essere umano, sempre flessibile e mai determinabile a priori; a quello delle grandi narrazioni umane: miti, riti, simboli, filosofia, religioni. È al trivio tra queste temporalità che si colloca il tempo dell’educazione che non deve avere l’arroganza di dominarle ma l’umiltà di adattarvisi. Nella frenesia dei tempi moderni, questo libro cerca di trovare quell’attimo in più, o meglio quell’attimo in meno, per dedicarsi ad educare.
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