Due mostre per Mino Maccari

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Rivalità, olio su tavola (1969)All’opera di Mino Maccari, grande artista del Novecento italiano, sono dedicate due mostre: l’Età Selvaggia, che si terrà dal 3 giugno al 5 agosto 2007 a Bagnacavallo (RA) al Museo Civico delle Cappuccine, e Cose mai viste, ai Magazzini del Sale di Cervia (RA) dal 24 giugno al 19 agosto 2007.

La disposizione delle due mostre vede collocato a Bagnacavallo, spazio vocato da alcuni decenni alle arti figurative e, in particolare, alle tecniche dell’incisione, il primo Maccari, quello del periodo tra le due guerre mondiali, legato alla rivista Il Selvaggio, che l’autore diresse per quasi vent’anni, facendone una delle principali officine culturali del suo tempo.
Saranno esposti qui disegni, incisioni, opere grafiche a tecnica mista, ma anche piccole tavole ad olio che meglio identificano il Maccari più noto ed apprezzato fino alla fine degli anni ’40.

A Cervia, invece, saranno presentati soprattutto oli ed acquerelli degli anni ’60 e ’70, tra cui si segnala una tavola particolare, dipinta su entrambi i lati.

Le coppie, litografia (1977)A margine dei due percorsi espositivi sarà visibile, sia a Cervia che a Bagnacavallo, un interessante programma audiovisivo di circa un’ora, realizzato sugli ultimi trent’anni di attività dell’autore, con interviste e servizi televisivi a lui dedicati, appositamente montati in occasione della scelta, caduta sull’artista toscano nel 2006, per l’Anno dell’Italia in Cina promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, allorché un’antologica di 140 opere di Maccari, intitolata Satira e Tenerezza ha goduto di ben quattro allestimenti in diverse città della Cina.

Le mostre promosse dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) provinciale di Ravenna, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, saranno accompagnate da un apposito catalogo contenente tutte le opere esposte sia a Cervia che a Bagnacavallo, oltre che da visite guidate lungo tutta l’estate 2007.

Cenni biografici

Mino Maccari scrittore, disegnatore satirico, pittore, giornalista, editore del Novecento, nasce nel 1898 in una famiglia della piccola borghesia senese. Fin da piccolo, estroverso e dotato di una vivace intelligenza visiva, è portato verso il disegno libero con il carboncino, ma il padre, professore di lettere, cerca in tutti i modi di indirizzarlo verso studi umanistici. Completati gli studi secondari si iscrive all’università. Interventista come molti giovani del suo tempo, partecipa a soli diciannove anni come ufficiale di artiglieria di campagna alla Grande Guerra.
Alla fine del conflitto riprende a Siena gli studi universitari e nel 1920 si laurea in giurisprudenza. Nel tempo libero si dedica alla sua vera passione: la pittura. Questo periodo molto tormentato del primo dopoguerra trova in Maccari terreno fertile per il suo carattere vivace, beffardo e polemico, che lo porta sia a partecipare agli scontri sociali nel paese, sia come personaggio non secondario alla Marcia su Roma del 1922.
Nel 1924 viene chiamato da Angiolo Bencini a curare la stampa della rivista Il Selvaggio, dove gli vengono pubblicate le sue prime incisioni. Dopo alcuni anni di convivenza tra lavoro al giornale e lo studio legale, agli inizi del 1926 lascia la professione forense per assumere la direzione del Selvaggio che terrà fino al 1942. Nel frattempo, negli anni che vanno dal 1927 al 1930, si fa conoscere al grande pubblico come pittore partecipando a varie mostre nazionali. Sempre nel 1930 Maccari lavora a Torino a La Stampa come caporedattore e ha come direttore lo scrittore Curzio Malaparte.
Per la sua opera pittorica ricca di evidenti accentuazioni cromatiche e pennellate veloci, il disegno violento unito al tratto vivo del segno grafico delle sue incisioni, viene riconosciuto dalla critica artista completo. Nel secondo dopoguerra continua ancora ad acquisire riconoscimenti. Nel 1962 gli viene affidata la presidenza dell’Accademia dei Lincei e riesce ad ottenere addirittura una mostra personale a New York alla Gallery 63.
Muore, quasi 92enne, a Roma nel 1989.

 

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