La fotografia di Raffaele Mortelliti tra realismo e immaginazione

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Raffaele Mortelliti, Part libertyIl bianco e nero dell’essenza. Oltre gli abbagli del colore, oltre la superficie dell’immagine. La luminosità. Così Raffaele Mortelliti ha ritratto una delle donne di San Luca per “XX Woman made in South Italy”, la collettiva in mostra all’Onishy Gallery di New York il mese scorso. La quotidianità, il rito del caffè, il liquido caldo e nero, a San Luca come a Milano, Catania, Parigi e New York.

L’obiettivo di Mortelliti, reggino, unico fotografo calabrese ad aver partecipato all’iniziativa, cattura forza e saggezza e determinazione. E l’anima complessa del sud. Due scatti, uno per l’esposizione, curata da Pamela Cento e Rosy Canale, e l’altro per il book. Scene da un interno. Mortelliti non ricostruisce un set fotografico, ma cerca e fissa la spontaneità, il gesto al di là della posa, il reale al di là dell’immaginato. Non invade, non prevarica, non esige la sua macchina fotografica, semplicemente guarda ciò che ha davanti. A San Luca come nei tanti luoghi del mondo rivissuti dall’estro dell’artista. Così, nelle fascinazioni del bianco e nero, con qualche concessione al colore,  Mortelliti, fotografo creativo e innovativo, coglie l’eccezionalità del “normale”. Volti e scorci di città. Occhi che incatenano e angolature insolite. Seduzioni metropolitane e ritorni al passato. Fotografia essenziale e perciò “densa”, d’impatto. La sua è una ricerca estetica, ma pure antropologica ed etnografica, tesa alla sperimentazione, giocata sul divenire continuo della tecnologia e delle idee. Arte non convenzionale, tanto nei contenuti quanto nella scelta dei luoghi per le esposizioni. Da “V.M. 18”, la collettiva sull’eros, a Verona, nel 2007, a “OveRCity”, sulla via Marina di Reggio Calabria, fino a “Sono momentaneamente assente”, ancora nella città dove vive, una mostra che sarà riproposta a breve. Immagini che riportano sensazioni e l’humus culturale della sua laurea in filosofia. Un susseguirsi di comunicazioni visive originali, foto, video, campagne pubblicitarie: Raffaele Mortelliti ricrea e inventa luoghi e persone, andando all’intimo delle cose, da un’angolazione qualsiasi, piccola magari, pure nascosta, ma proprio per questo capace di svelare. Fotogrammi inusitati, inquadrature sorprendenti. Un gatto visto tra le volte di un cancello in ferro battuto; squarci di cielo sulla maestosità del Duomo; la vastità del mare. E i volti della sensualità. Arte provocatoria, a volte, la sua, dissacrante a tratti, affascinante sempre. Perché lo scatto migliore è quello che “accade”, che ti ritrovi davanti quasi per caso e che solo lo sguardo aperto dell’artista sa cogliere. Da San Luca a New York, passando per l’area dello Stretto e le magie di Reggio Calabria, Mortelliti traccia la strada di una fotografia moderna, tra realismo e immaginazione, in costante proiezione verso il futuro.

Maria Teresa D’Agostino

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