Hugo Cabret – Film di Martin Scorsese – Recensione

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Una scena del film Hugo Cabret

Hugo Cabret rende omaggio alla magia del cinema delle origini attraverso la figura di uno dei grandi pionieri del muto, quel Georges Méliès che, ponendosi in alternativa alla produzione documentaria dei fratelli Lumière, intese praticare il cinema come arte del fantastico e dell’illusione, attingendo all’immaginazione infantile, al sogno, al fascino arcano dello spettacolo circense.

Nel film di Martin Scorsese si può cogliere altresì la celebrazione dell’artigianato antico e creativo, ormai quasi perduto (lo pratica ancora un cineasta come Jeunet…), aggiornato tuttavia attraverso scelte stilistiche radicali (Hugo Cabret si avvale dei prodigi della più sofisticata e avveniristica tecnologia contemporanea).

L’estremo rigore filologico (la ricostruzione di certi scorci della Parigi dei primi anni Trenta) convive qui con le dinamiche narrative più sbrigliate e romanzesche, memori della grande tradizione del romanzo per l’infanzia dell’Ottocento: si pensa subito a Verne o al Dickens di Oliver Twist. Il tema della perdita del padre e della ricerca di una figura genitoriale sostitutiva (che il piccolo Hugo individua in un Méliès ormai vecchio, stanco e deluso, ma a cui egli saprà offrire nuova stima e fiducia di sé) conserva però qualcosa di calcolato, di prevedibile, di meccanico.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Hugo Cabret
Regia: Martin Scorsese
Cast: Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ray Winstone, Emily Mortimer, Jude Law, Johnny Depp, Michael Pitt, Christopher Lee, Michael Stuhlbarg, Helen McCrory, Richard Griffiths, Frances de la Tour, Angus Barnett, Gulliver McGrath, Edmund Kingsley, Eric Moreau, Mihai Arsene, Emil Lager, Shaun Aylward
Durata: 125 minuti
Genere: Fantasy
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 03 febbraio 2012

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